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Via libera al primo maxi parco eolico davanti alle coste della Sardegna: pale alte 285 metri – Ecco dove sarà

Via libera al primo maxi parco eolico davanti alle coste della Sardegna: pale alte 285 metri – Ecco dove sarà

La Soprintendenza speciale Pnrr del ministero della Cultura dà parere positivo con prescrizioni al progetto Ichnusa Wind Power. Produrrà un quinto dell’energia consumata in Sardegna

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Cagliari La Soprintendenza speciale per il Pnrr del Ministero della Cultura ha dato il via libera, con prescrizioni, al progetto per un parco eolico al largo del mare antistante Portoscuso e San Pietro. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha già trasmesso alla Cultura lo schema di decreto autorizzativo finale a firma dei due ministeri.

È questo il primo parco eolico marino che vede di fatto completare, con parere positivo il suo percorso autorizzativo. Il proponente di questo progetto è la Ichnusa Wind Power, una joint-venture tra Copenhagen Infrastrcture partners e la società Green , a sua volta controllata da Eni e da Cassa Depositi e Prestiti, cioè dal Ministero dell’Economia.

Il progetto prevede 42 aerogeneratori galleggianti disposti su una superficie marina di circa 116 chilometri quadrati, suddivisi in due sottoparchi da 21 turbine ciascuno. La potenza nominale complessiva è di 504 megawatt. Le turbine sono di tipo tripala ad asse orizzontale, con rotore di diametro fino a 255 metri e altezza complessiva fino a 285 metri (inclusa la torre). Il mozzo si trova a circa 155 m sul livello del mare. Ciascuna turbina è installata su una fondazione galleggiante semi sommersa che esclude fondazioni fisse. Le turbine sono tenute in posizione da un sistema di ormeggio con funi sintetiche e catena. Le fondazioni vengono assemblate in banchina, trainate in assetto galleggiante fino al sito e portate all'assetto operativo tramite zavorramento controllato. L’area marina di installazione si trova tra 35 e 50 chilometri dalla costa in acque internazionali che lambiscono una zona dichiarata unilateralmente dall'Algeria Zona Economica Esclusiva. L'energia prodotta viene convogliata attraverso una rete di cavi a due sottostazioni elettriche galleggianti offshore, dove la tensione viene elevata a 220 chilovolt. Da qui, un elettrodotto marino sottomarino porta l'energia fino al punto di approdo a Portoscuso; altro cavo interrato sino alla stazione Terna vicina e poi da lì alla rete ad alta tensione che passa per Villasor.

Il costo dell’opera, sfiora il miliardo e mezzo di euro, senza contare le opere a terra per realizzare le fondazioni, da assemblare nel porto di Oristano, e le migliorie necessarie della rete. L’autorizzazione ministeriale aprirà la strada alla successiva Autorizzazione Unica che dovrà essere rilasciata dalla Regione con il consenso di tutti gli enti locali, regionali e nazionali interessati. La produzione teorica è pari a circa 1600 gigawattora/anno, un nono di tutta l’energia elettrica prodotta in Sardegna, e un quinto di quella consumata.

Il progetto, le autorizzazioni rilasciate e da avere, il piano finanziario e le simulazioni produttive possibili, non rappresentano alcuna certezza che questo impianto un giorno, in ogni caso nell’arco di diversi anni, possa andare in esercizio. Ogni fondazione ha una massa strutturale di 5mila tonnellate, altre duemila per turbina e torre. Solo la ricerca dei materiali di base sarà impegnativa, anche per colossi mondiali. Ma poi ci sono due handicap che rendono possibile, ma non certo, questo impianto. Se la scelta dell’off-shore esclude la Regione dalla decisione finale (qui si tratta di demanio marittimo, di esclusiva competenza statale, sino alle acque interne), ma le dà margini interdittivi nelle opere a terra, la resilienza della rete e il costo di acquisto dell’energia, sono due incognite. Senza trasmissione adeguata l’opera è inutile, produce ma non immette. Se il Gestore dei Servizi Energetici (cioè lo Stato) non acquista l’energia a un prezzo adeguato, il progetto non si regge. Queste due incognite valgono molto di più delle prescrizioni imposte dal Mic. Tutte accettabili facilmente dal proponente. (gcen)

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