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Accise, il governo proroga lo sconto ma dimezza l’aiuto sul diesel: «Un pieno costerà 3 euro in più»

Accise, il governo proroga lo sconto ma dimezza l’aiuto sul diesel: «Un pieno costerà 3 euro in più»

Il decreto del Mef finanzia la misura con 149,4 milioni di euro dall’extragettito Iva di maggio. Confermato il taglio da 5 centesimi sulla benzina

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Roma Il taglio delle accise su benzina e gasolio viene prorogato fino al 3 luglio, ma con una rimodulazione che peserà soprattutto sul diesel. Il nuovo decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, conferma infatti il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, lo strumento che consente di intervenire sui carburanti quando i prezzi aumentano in modo significativo.

La misura era in scadenza nella serata di oggi, sabato 6 giugno. Con il nuovo provvedimento il governo mantiene lo sconto di 5 centesimi al litro sulla benzina, mentre per il gasolio il taglio scende dagli attuali 10 centesimi a 5 centesimi. Considerando anche l’Iva, la riduzione per il diesel passa quindi da 12,2 a 6,1 centesimi al litro.

La copertura economica arriva dall’extragettito Iva registrato a maggio. Il decreto, firmato dal Mef di concerto con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, destina alla proroga 149,4 milioni di euro, ricavati dal maggior gettito conseguito tra il primo e il 31 maggio 2026 sui versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto.

La decisione ha provocato reazioni opposte. L’Unione nazionale consumatori parla di scelta sbagliata, perché il governo continua a ridurre progressivamente lo sconto fiscale. Il presidente Massimiliano Dona sostiene che il gasolio, già oggi a 2,072 euro al litro in autostrada, potrebbe tornare sopra quota 2,1 euro, con un aggravio stimato in 3 euro e 5 centesimi per un pieno da 50 litri. Secondo l’associazione, anche sulla rete ordinaria il prezzo potrebbe superare i 2 euro al litro.

Critico anche il Codacons, che stima per il diesel un prezzo medio di circa 2 euro al litro alla pompa dal 7 giugno e di 2,13 euro al litro in autostrada. Per l’associazione, il dimezzamento dello sconto fiscale comporterà un aumento di 3,05 euro per un pieno, considerando anche l’Iva. Il maggior costo complessivo per gli automobilisti, calcolato sui rifornimenti di gasolio effettuati ogni settimana su strade e autostrade italiane, viene stimato in 17,1 milioni di euro. Se il confronto viene fatto con il precedente taglio da 20 centesimi introdotto il 18 marzo, la stangata salirebbe a 51,5 milioni di euro a settimana.

Diversa la posizione della Fapi, l’associazione delle piccole e medie imprese. Il presidente nazionale Gino Sciotto giudica positivamente la proroga, definendola un segnale di attenzione verso le aziende più esposte ai rincari energetici e ai costi dei trasporti. Pur prendendo atto della riduzione dello sconto sul gasolio, la Fapi considera il provvedimento utile per alleggerire, almeno in parte, i costi operativi delle imprese.

Sul tavolo del governo resta anche il nodo delle nuove misure da finanziare con i margini di flessibilità concessi dall’Unione europea: 14 miliardi in tre anni per attenuare gli effetti dei rincari dell’energia dopo la crisi iraniana. Tra le ipotesi ci sono bonus carburanti e benefit riconosciuti attraverso le imprese ai dipendenti, con agevolazioni fiscali. L’obiettivo sarebbe concentrare gli interventi sui lavoratori del ceto medio.

Per ora, però, l’esecutivo non sembra intenzionato ad accelerare, anche per evitare misure considerate di impatto limitato. Tra le proposte alternative c’è quella dell’ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha suggerito di destinare subito le risorse a imprese e cittadini che investono nelle energie rinnovabili.

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