Imu seconde case, conto alla rovescia per l’acconto: si deve pagare entro domani
L’imposta non si applica alle abitazioni principali, tranne quelle di lusso. Per i ritardatari resta il ravvedimento operoso, ma con sanzioni e interessi
Roma Il conto alla rovescia per l’Imu è quasi finito. Entro domani, martedì 16 giugno, i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale dovranno versare l’acconto dell’imposta municipale unica. Il saldo arriverà poi a dicembre. La prima casa resta esente, salvo gli immobili classificati nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9.
Il prelievo continua a rappresentare una voce pesante per i contribuenti: secondo le stime richiamate dalla Uil, l’Imu vale complessivamente quasi 17 miliardi di euro l’anno. Il sindacato segnala però un quadro molto disomogeneo tra le città italiane. Per le seconde case si passa dai 3.499 euro annui di Roma ai 1.514 euro di Salerno, con differenze legate alle rendite catastali e alle aliquote deliberate dai Comuni.
La Uil chiede per questo una revisione strutturale del sistema fiscale, con un rafforzamento del principio di progressività, una riduzione del peso su lavoro e pensioni, un contrasto più efficace all’evasione e un aggiornamento dei valori catastali.
Il dossier sull’Imu si inserisce in un confronto politico ancora aperto. Forza Italia ha proposto, con un emendamento al Piano Casa, di ridurre del 50% l’imposta sugli immobili affittati a canone concordato agli under 35 e ai genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare. La misura avrebbe però un costo stimato in 8 milioni di euro. Fratelli d’Italia punta invece all’esenzione per gli immobili degli ex Istituti autonomi per le case popolari, anche quando sfitti. Il Piano Casa, intanto, ha registrato lo stop delle Regioni.
Chi non riuscirà a rispettare la scadenza potrà comunque regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso. Il meccanismo consente di pagare l’imposta dovuta aggiungendo una sanzione ridotta e gli interessi legali. La penalità cresce con il passare dei giorni: entro 14 giorni è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo; dal quindicesimo al trentesimo giorno sale all’1,5%; dal trentunesimo al novantesimo giorno è dell’1,67%; oltre i 90 giorni ed entro un anno arriva al 3,75%.
Restano in vigore diverse agevolazioni. La base imponibile si riduce del 50% per le abitazioni, escluse quelle di lusso, concesse in comodato gratuito a figli o genitori, a condizione che il contratto sia registrato e che siano rispettati i requisiti previsti sulla residenza e sul possesso degli immobili. Lo stesso sconto si applica agli immobili di interesse storico o artistico e a quelli inagibili o inabitabili e non utilizzati.
Per le abitazioni locate a canone concordato è prevista una riduzione del 25%, con imposta calcolata quindi sul 75% della base imponibile. È inoltre riconosciuta una riduzione del 50% dell’imposta per un solo immobile posseduto da pensionati residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia, se la pensione è maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia.
Per calcolare l’importo esatto si può ricorrere a un professionista, che compilerà il modello F24, oppure consultare le aliquote pubblicate dal proprio Comune. Le amministrazioni devono caricare il prospetto ministeriale sul sito del dipartimento delle Finanze entro il 14 ottobre dell’anno di riferimento, con pubblicazione entro il 28 ottobre. Se il prospetto non viene pubblicato, si applicano le aliquote dell’anno precedente; in mancanza anche di queste, valgono le aliquote base.
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