La Nuova Sardegna

Contratti

Luce, gas e acquisti online: scattano le nuove tutele per i consumatori

Luce, gas e acquisti online: scattano le nuove tutele per i consumatori

Sarà più semplice anche esercitare il recesso nei contratti conclusi online

3 MINUTI DI LETTURA





Roma Sono entrate in vigore ieri, venerdì 19 giugno, le nuove tutele per i consumatori. Le novità riguardano due ambiti molto diversi ma spesso problematici: le telefonate commerciali per luce e gas e il diritto di recesso negli acquisti online. L’obiettivo è rendere più difficile la conclusione di contratti poco trasparenti e più semplice per gli utenti far valere i propri diritti.

La stretta sulle chiamate per luce e gas

La novità più attesa riguarda il telemarketing energetico. Gli operatori non possono usare telefonate o messaggi per proporre o concludere contratti di fornitura di energia elettrica e gas, salvo due casi: se il consumatore ha fatto una richiesta diretta al venditore attraverso i suoi canali digitali, oppure se è già cliente e ha dato uno specifico consenso a essere ricontattato. Fuori da queste condizioni, il contratto concluso dopo la chiamata è nullo. Non basta quindi una registrazione telefonica o una procedura commerciale poco chiara per rendere valido il cambio di fornitore. Sarà il professionista a dover dimostrare che il contatto era legittimo.

La norma prevede anche che il numero utilizzato identifichi in modo univoco il professionista. Su questo punto, però, l’applicazione sarà graduale: Agcom ha approvato l’introduzione di numeri brevi a tre cifre per rendere riconoscibili operatori e call center regolari, ma le modalità attuative devono ancora essere definite.

Una tutela dopo i contratti contestati

La stretta può diventare importante anche dopo la firma di un contratto contestato. Se il consumatore sostiene di essere stato contattato senza averlo richiesto o senza aver dato un consenso valido, sarà il venditore a dover provare il contrario. Resta però un limite: le nuove regole riguardano luce e gas, non il telemarketing legato ai servizi di telecomunicazione. I tentativi di estendere la disciplina anche a questo settore, finora, non sono stati approvati.

Il recesso online deve essere visibile

La seconda novità riguarda i contratti conclusi online dal 19 giugno. I venditori devono mettere a disposizione una funzione digitale chiara e facilmente accessibile per esercitare il diritto di recesso gratuito. La dicitura dovrà essere esplicita, con formule come “recedere dal contratto qui” o equivalenti. La funzione dovrà restare disponibile per tutto il periodo in cui il consumatore può ripensarci. La misura serve a evitare una pratica frequente, soprattutto nei siti meno trasparenti: acquisto semplice e immediato, recesso complicato da trovare o da completare.

Come dovrà funzionare

Il consumatore dovrà poter indicare o confermare il proprio nome, gli elementi utili a identificare il contratto e il mezzo elettronico con cui ricevere la conferma. Dopo l’invio, il venditore dovrà trasmettere senza ritardo una ricevuta, di norma via email, con contenuto, data e ora della comunicazione. Il diritto di recesso esisteva già. La novità è che ora dovrà essere esercitabile anche attraverso una procedura online chiara, visibile e tracciabile.

La prova dei controlli

Le nuove norme rafforzano la posizione dei consumatori, ma la loro efficacia dipenderà dai controlli. Nel telemarketing, il rischio è che gli operatori irregolari continuino a usare consensi inesistenti o numeri poco riconoscibili. Negli acquisti online, bisognerà verificare se siti e app si adegueranno davvero.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Boom di denunce

Vacanze truffa: dalle case invase dagli scarafaggi al letto nel pollaio – I racconti choc dei turisti

di Claudio Zoccheddu
Le nostre iniziative