Il profumo di lusso made in Francia nasce in Sardegna e prende il nome da un centro dell’isola – Ecco qual è
La fragranza di nicchia al sentore di mirto è firmata da Delphine Thierry una delle profumiere più prestigiose del panorama internazionale
Un nome sardo per un prodotto di alta profumeria. Il Comune oristanese di Terralba ha ispirato e dato il nome ad una fragranza firmata per Masque Milano da Delphine Thierry, una delle profumiere francesi più conosciute nel panorama internazionale. Una scelta curiosa anche perché non è caduta su una delle località dell’isola conosciute in tutto il mondo e non è legato al solito e, perché no, prevedibile immaginario marino.
Delphine Thierry come detto è una delle firme più prestigiose del mondo della profumeria, ha completato la sua formazione accanto a Jacques Polge, allora profumiere della maison Chanel. Poi dodici anni tra Parigi, New York, Città del Messico e Grasse nelle aziende Mane e IFF, con Carlos Benaim e Nathalie Lorson, firmando fragranze per Moschino, Trussardi, I Coloniali, Etro, Mariella Burani, L’Occitane, Guerlain e molti altri march. Dal 2007 lavora con Inspiration Libre, nel suo atelier nell’entroterra di Grasse.
Il progetto di “Terralba” nasce dall’incontro con Masque Milano, maison italiana della profumeria di nicchia. «Sono stati loro a fornirmi il punto di partenza: mi hanno chiesto di illustrare una passeggiata su un’isola del Mediterraneo. Io non sono mai stata in Sardegna, ma è un’isola che mi fa sognare da sempre e sono una grande viaggiatrice con la fantasia». Per Delphine Thierry il nome non è un dettaglio da aggiungere alla fine. «Il processo di ricerca è per me una fase molto importante. Il nome deve fondersi letteralmente con la storia del profumo. Dedico sempre tempo alla ricerca, nella storia e nella geografia: deve suonare bene e vibrare in sintonia con la fragranza».
Ma come nascono e quali sono le caratteristiche dei suoi profumi? «Le mie composizioni nascono da un lungo processo e sono molto perfezionista. Forse una delle caratteristiche sta nel fatto che i profumi, anche quando sono freschi, hanno sempre una certa sensualità e si fondono con la pelle, lasciando una traccia mai aggressiva né ostentata, ma elegante e unica».
Ritornando a Terralba, una volta scelto il nome la creazione ha preso forma attorno all’idea di un paesaggio sardo interno, fertile, assolato. «Mi sono lasciata avvolgere dai profumi della flora, dei paesaggi e del clima della Sardegna e, in particolare, dalle magnifiche colline che circondano Terralba, questa terra fertile, con la sua campagna rigogliosa». Da qui le ricerche sulle piante aromatiche e sulle immagini capaci di stimolare la composizione: mirto, elicriso, lentisco, ginepro, ma anche note capaci di ampliare il racconto. «Alcune materie prime si trovano naturalmente sul posto, ma ho voluto associarle ad altre note, per sviluppare gli aspetti sensuali e avvolgenti e dare al profumo un’eleganza raffinata».
Non c’è solo il mare, dunque. Anzi, la Sardegna evocata da Terralba è prima di tutto un paesaggio dell’entroterra. «Ho posto un accento particolare sulle note terrose, anche se è presente la nota dell’acqua salata e della spruzzata di mare. Nella mia immaginazione siamo su un sentiero nell’entroterra: la terra sotto i piedi ci avvolge con le sue note e con le erbe aromatiche riscaldate dal sole. È questa fusione tra terra e mare che ho cercato di esprimere». Anche il significato del toponimo, tra “terra” e “alba”, ha inciso sulla sua scelta. «Assolutamente sì - risponde Delphine Thierry – . Le essenze di agrumi, soprattutto quelle italiane, mi hanno permesso di comporre un’apertura luminosa, perfetta per poi entrare in un universo più aromatico e caldo».
Finora, confessa, non ha ricevuto messaggi da abitanti di Terralba incuriositi dalla scelta proprio paese per il nome del profumo. «Sarebbe un riconoscimento immenso. Mi piacerebbe moltissimo venire in Sardegna per vivere un’esperienza immersiva e confrontare la mia visione con la realtà». Il patrimonio olfattivo dell’isola potrebbe ispirare altre creazioni. Una è già nella sua immaginazione: «Penso alla salvia sarda. È una delle mie materie prime preferite: perché non creare un profumo incentrato su questa splendida materia prima?»
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