Il pestaggio al Bar 188 a Predda Niedda, l’aggressore avrebbe agito nello stesso locale 4 anni fa
ll sospettato potrebbe avere picchiato nel 2022 un’altra persona il cui decesso fu attribuito a una overdose di coaina
Sassari Potrebbe esserci la stessa persona dietro il secondo violento pestaggio avvenuto a distanza di quattro anni in un locale di Predda Niedda, aperto 24 ore su 24. È la pista - ancora tutta da verificare e sulla quale gli investigatori mantengono il massimo riserbo - che sta emergendo nell’inchiesta sull’aggressione che ha ridotto in fin di vita un educatore cinofilo sassarese di 36 anni.
Il locale è il Bar 188, già finito al centro delle cronache nel maggio del 2022 per la storia del pestaggio di Alexandro Oggiano, il pavimentista sassarese di 34 anni trovato morto il giorno successivo nella sua abitazione. In quel caso l’autopsia accertò che il decesso era stato provocato da un’overdose di cocaina e non dalle percosse subite. Oggi, però, il nome del presunto aggressore sul quale si stanno concentrando gli accertamenti della squadra mobile sarebbe lo stesso già emerso nelle indagini di quattro anni fa. Un elemento che, se dovesse trovare conferma, aggiungerebbe un’inquietante analogia a una vicenda già di per sé drammatica. Il trentaseienne sassarese si trova ricoverato da giorni nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata. È in coma, ha già affrontato diverse crisi respiratorie e le sue condizioni vengono definite disperate. I medici continuano a fare il possibile per salvargli la vita, ma al momento non si registrano miglioramenti. Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile, coordinati dal dirigente Michele Mecca, l’aggressione sarebbe avvenuta all’esterno del locale, nel cuore della notte. E, ancora una volta, a far da sfondo ci sarebbe un’esplosione di violenza apparentemente immotivata. La vittima, molto probabilmente, non conosceva il suo aggressore.
Non ci sarebbero stati precedenti dissapori né tensioni maturate all’interno del bar. Il trentaseienne sarebbe stato provocato senza alcuna ragione mentre si trovava nei pressi del locale e avrebbe cercato di ignorare l’uomo che gli si era avvicinato. A quel punto contro di lui si sarebbe scatenata una violenza cieca e improvvisa. Quando sono arrivati i soccorsi, il sassarese era riverso a terra, privo di sensi, con addosso i segni di un pestaggio violentissimo. Gli investigatori della Mobile stanno ricostruendo quei drammatici minuti attraverso le testimonianze delle persone presenti e le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona industriale. Il riserbo è massimo, ma il cerchio attorno al presunto aggressore si starebbe stringendo e già nelle prossime ore potrebbero esserci novità. Un contributo decisivo all’inchiesta potrebbe arrivare dalla stessa vittima. Per il momento, però, il trentaseienne continua a lottare tra la vita e la morte e non è in grado di raccontare cosa sia accaduto in quella notte di sangue. E proprio per questo il ricordo del maggio 2022 è tornato prepotentemente nelle stanze degli investigatori. Anche allora tutto era iniziato con un violento pestaggio al Bar 188 di Predda Niedda. Oggi, quattro anni dopo, un altro uomo è in coma dopo essere stato massacrato di botte nello stesso locale. E gli inquirenti stanno cercando di capire se si tratti soltanto di una tragica coincidenza o del ripetersi di uno scenario già visto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
