Attentato a Ranucci: l’ordigno, i mandanti e la fuga in Spagna. Le intercettazioni choc: «Bomba messa, facciamo la storia» – I nomi degli arrestati
I componenti del commando avrebbero agito su commissione, in cambio di alcune migliaia di euro
Avrebbero agito su commissione, in cambio di alcune migliaia di euro, i componenti del gruppo ritenuto responsabile dell'attentato ai danni di Sigfrido Ranucci. Nell'ambito dell'inchiesta, i carabinieri hanno arrestato Antonio Passariello, residente a Cicciano, in provincia di Napoli. Raggiunti dalla misura cautelare anche Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D'Avino, tutti residenti in provincia di Avellino.In particolare, come emerge dalle 107 pagine di ordinanza cautelare della gip di Roma Iole Moricca il 26 maggio 2026 alle 02:05, all’interno dell’autovettura monitorata veniva captata la conversazione tra Passariello, Amato e Netti Davide nel corso della quale Passariello faceva esplicito riferimento a «pregresse azioni violente eseguite su commissione «no un regalo a me mi pagano, hai capito? (…), io i regali non lo faccio».
«La bomba sono andato a mettere là, facciamo la storia». Lo afferma Antonio Passariello, uno dei quattro arrestati in una intercettazione contenuta nell'ordinanza cautelare nell'ambito delle indagini sull'attentato avvenuto lo scorso ottobre fuori dall'abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci.
La fuga in Spagna
Dopo l'attentato, agli indagati sarebbe stata prospettata la possibilità di espatriare per sottrarsi alle indagini. È quanto emerge dall'ordinanza della gip, che richiama una serie di conversazioni intercettate nelle quali a Passariello viene proposto di lasciare l'Italia per 10-15 giorni, scegliendo tra Spagna, Austria e Francia.
Alla domanda sulla destinazione, Passariello risponde: «In Spagna». Secondo la giudice, oltre al viaggio sarebbero stati garantiti una carta ricaricabile, denaro per il soggiorno, contatti sul posto e indicazioni per eludere le investigazioni, come l'utilizzo di telefoni e schede usa e getta. In un'altra conversazione viene anche prospettato un sostegno economico di 200 euro al giorno per un mese di permanenza in Spagna. Per la gip, questi elementi dimostrerebbero «l'esistenza di un soggetto terzo, ritenuto riconducibile al mandante dell'attentato, in grado di assicurare supporto logistico ed economico agli esecutori materiali» e confermano il «concreto pericolo di fuga» degli indagati.
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