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Forestali, mancano 350 agenti: «Siamo pronti a scioperare»

di Piero Marongiu
Forestali, mancano 350 agenti: «Siamo  pronti a scioperare»

Animata assemblea a Terralba: i sindacati denunciano carenze in organico

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Terralba Una giornata di sciopero, forse due se le cose non dovessero andare come chiedono. Gli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, in assemblea nel teatro comunale, sollevano il tono della protesta davanti all’assenza di risposte sui problemi legati alla carenza di personale e svecchiamento dell’organico, più volte denunciati dai sindacati. La prima giornata di fermo è prevista entro la prima quindicina di luglio, l’eventuale seconda subito dopo.

Il ricorso al grado massimo di mobilitazione giunge dopo lo stato di agitazione proclamato quindici giorni fa e confermato dopo l’incontro con il prefetto di Cagliari di venerdì scorso, dal quale non sono emerse novità rispetto alle richieste dei sindacati che sollecitano l’immediata immissione in servizio di tutti gli idonei nell’ultimo concorso.

Al tavolo dei relatori c’erano Ignazio Masala, segretario generale del Safor; Carmelo Prestileo, per la Uil; Gianluca Pinna e Marco Meloni, per Fesal, le tre sigle sindacali che rappresentano la maggioranza degli iscritti. In platea oltre duecento agenti da tutta la Sardegna che attraverso i loro rappresentanti hanno ribadito che al centro della mobilitazione non ci sono rivendicazioni di natura economica, bensì il futuro del Corpo forestale. E in tal senso è stata chiesta chiarezza alla politica e ai vertici della struttura, come ha sottolineato Ignazio Masala: «Dall’incontro con il prefetto non sono emerse risposte soddisfacenti né dalla politica né dalla nostra direzione generale né dall’assessorato al Personale. Per questo abbiamo deciso di proseguire con lo stato di agitazione a tutela del nostro lavoro».

L’organico è di un migliaio di agenti, 380 unità in meno rispetto al numero previsto. Di quelli in servizio circa la metà ha più di 55 anni. L’urgenza di procedere allo svecchiamento, secondo i sindacalisti, non è più procrastinabile. «Due anni fa avevamo gli stessi problemi di oggi – ha proseguito Ignazio Masala –, nonostante avessimo ricevuto ampie rassicurazioni che le cose sarebbero cambiate. Nessuna delle promesse fatte è stata mantenuta. Sul territorio noi ci siamo 365 giorni all’anno, quindi, per la salvaguardia dell’ambiente, vogliamo che il Corpo forestale torni ad avere una figura di riferimento centrale in tutte le attività che gli competono».

Dall’ultima decade di maggio a oggi i roghi appiccati sono stati 826, molti dei quali hanno richiesto l’intervento dei mezzi aerei per lo spegnimento. In una situazione ad alto rischio, uno sciopero della forestale, a cui è in capo la gestione del coordinamento delle attività sul campo, è destinato ad aggravare notevolmente la situazione. L’esercito messo in campo dalla Regione per la campagna antincendio 2026, è composto da circa cinquemila unità, in gran parte costituito da personale di Forestas, da squadre di barracelli, della Protezione civile e molti volontari coordinati dal personale della Forestale specializzato per agire sul fronte del fuoco. Un esercito che spesso si trova a operare in situazioni di emergenza, che pertanto necessita di direttive precise che possono arrivare soltanto dal personale formato allo scopo.

Carmelo Prestileo, segretario generale della Uil-Fpl, chiede che vengano riconosciute le specificità: «Fra pochi anni andranno in pensione molti colleghi e quando ciò avverrà il Corpo forestale rischia di trovarsi senza personale. La politica, nei tre anni precedenti a questo, avrebbe potuto annullare la tendenza negativa facendo nuove assunzioni e ringiovanendo l’organico ma non lo ha fatto. Abbiamo gli aerei certo, ma chi li coordina se non c’è il personale sul campo?»

A fronte di settemila concorrenti per l’ultimo bando, gli idonei sono stati 480, ma non tutti entreranno in servizio. «Per la direzione generale il bando è stato predisposto nel miglior modo possibile, meglio di così non si poteva fare. Per noi si poteva fare molto meglio» sottolinea Prestileo riferendosi ai termini dei concorsi che, generalmente, consentono la formazione di una graduatoria, nella quale trovano posto tutti gli idonei e che rimane aperta per un determinato periodo di tempo proprio per consentire di assumere, in base al punteggio acquisito, ulteriore personale da formare e immettere in ruolo: «Una brutta parentesi, per non dire un bluff perché l’obbiettivo era quello di avere almeno 600 idonei anziché 480 come invece è avvenuto».

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