Aceto: «Tittia è bravissimo ma spero che non vinca» – L’intervista
Degortes, il fantino dei record, critica Atzeni: «Il mossiere è dalla sua parte». E poi: sono io l’unico mito
Sassari Cinquantotto Palii corsi, quattordici vinti, un primato che resiste da decenni e che ancora oggi fa di Andrea Degortes, per tutti Aceto, il fantino più vincente della storia di Piazza del Campo. A inseguirlo c’è un altro sardo, Giovanni Atzeni, “Tittia”, arrivato pochi giorni fa a quota dodici successi. Una rivalità confermato dalle interviste rilasciate dai due fantini al quotidiano La Stampa, subito dopo l’ultimo palio del 3 luglio. Aceto, pur riconoscendo la bravura di Tittia, lo ha accusato di essere aiutato nelle sue vittorie dai dirigenti, dai suoi avversari , e dal mossiere, ma rivendica anche il titolo di “re del palio”. Atzeni ha replicato affermando che ora è più difficile vincere e che non guarda ai numeri di Degortes ma vuole arrivare molto più in alto. Insomma, una disputa che sembra lontana dal chiudersi. «Per me le vittorie da fantino sono quattordici contro undici di Tittia – ci dice Aceto – . Una delle sue non la considero: il cavallo arrivò da solo e Tittia era già sul palco quando tagliò il traguardo. Quella l’ha vinta il cavallo, non il fantino».
Tittia sostiene che oggi è persino più difficile vincere.
«Ha detto una sciocchezza. Oggi i cavalli sono molto più preparati, mentre una volta erano molto più difficili da montare. Con quelli di quarant’anni fa non avrebbe vinto così tanto. Quanto ai fantini, quelli dei miei tempi erano certamente migliori».
Si può fare un confronto tra lei e Tittia?
«Assolutamente no, io e lui non abbiamo mai corso insieme, io ho il record del ’900 e lui avrà quello del 2000. Io resterò sempre un simbolo del Palio. Lui, anche se ne vincesse centocinquanta, non lo sarà mai».
Contesta anche la mossa dell’ultimo Palio.
«Non solo quella di quest’anno, anche quella dell’anno scorso. Sembra che la rincorsa non conti più niente, lui è partito praticamente da solo. Il mossiere è dalla sua parte». Però una volta lei ha confessato di aver pagato il mossiere…
«È vero, ma una volta mi andò bene, poi un mese dopo alla prima partenza falsa mi lasciò lì e l’altro andò a vincere».
Torniamo a Tittia, nonostante le polemiche gli riconosce grandi qualità.
«Certo. Che oggi sia il più bravo è fuori discussione. Però ha anche tutti i vantaggi del mondo, gli stessi fantini non è che fanno le lotte per andare a prenderlo. E poi è anche fortunato ma nel palio c’è anche l’altro lato della medaglia e prima o poi arriverà anche per lui».
Ma quando guarda il palio chi tifa oggi?
«Per nessuno, io ero un professionista, non un contradaiolo, e ancora oggi guardo il Palio da spettatore. Però una cosa la posso dire».
Certo, dica.
«Di sicuro mi auguro che non vinca Tittia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
