Concorsi pubblici, 3.742 assunzioni nella Pubblica amministrazione nel 2026: tutte le opportunità in ministeri e agenzie
Il Dpcm del 2 luglio autorizza nuovi posti a tempo indeterminato, ma non tutti saranno aperti ai candidati esterni:
Roma Arriva il quadro ufficiale delle nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione. Con il Dpcm firmato il 2 luglio dai ministri per la Pubblica amministrazione e dell’Economia, il governo ha autorizzato 3.742 ingressi a tempo indeterminato per il 2026, distribuiti tra ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici e alcune autorità.
Il provvedimento non indica soltanto il numero complessivo dei posti, ma dettaglia amministrazione per amministrazione i profili richiesti, le modalità di reclutamento e il costo previsto per ciascuna assunzione. Un passaggio tecnico, ma importante per chi guarda ai concorsi pubblici: dalle tabelle allegate al decreto emerge infatti dove si concentreranno le nuove opportunità e quali enti potranno rafforzare gli organici.
Il dato va però letto con attenzione. Le 3.742 assunzioni autorizzate non corrispondono tutte a nuovi concorsi aperti dall’esterno. Il totale comprende quattro canali diversi: procedure concorsuali, mobilità tra amministrazioni, scorrimento di graduatorie già esistenti e progressioni interne tra le aree. Una parte dei posti, quindi, sarà destinata a personale già in servizio nella Pubblica amministrazione, che potrà cambiare ente o avanzare di livello.
La quota più direttamente interessante per chi vuole entrare nella Pa attraverso un concorso pubblico supera comunque i 1.750 posti. Il decreto si inserisce nel meccanismo del turnover: le amministrazioni possono sostituire il personale uscito dal servizio tra il 2024 e il 2025, in particolare per pensionamenti o cessazioni, e in alcuni casi rafforzare gli uffici.
Le autorizzazioni avranno validità triennale e non potranno essere prorogate. Questo significa che le amministrazioni interessate dovranno avviare le procedure e completare le assunzioni entro la finestra temporale prevista.
La parte più consistente del piano riguarda il Ministero dell’Interno e l’Agenzia delle Entrate. Il primo potrà procedere con 1.086 assunzioni, mentre l’Agenzia delle Entrate ne avrà 1.022. Insieme, i due enti coprono oltre la metà del totale autorizzato. Seguono il Ministero della Cultura, con 482 posti, e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con 449.
Nel dettaglio, la ripartizione delle 3.742 assunzioni autorizzate è questa:
- Ministero dell’Interno: 1.086
- Agenzia delle Entrate: 1.022
- Ministero della Cultura: 482
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: 449
- Ministero della Giustizia, tra Ufficio centrale degli archivi notarili e Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità: 165
- Inps: 145
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: 66
- Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste: 65
- Avvocatura generale dello Stato: 65
- Consiglio di Stato: 63
- Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: 60
- Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: 40
- Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale: 16
- Cnel: 4
- Agenzia italiana per la gioventù: 4
- Parco nazionale dell’Appennino lucano, Val d’Agri Lagonegrese: 2
- Parco nazionale della Maiella: 2
- Parco nazionale della Val Grande: 2
- Parco nazionale geominerario storico e ambientale della Sardegna: 2
- Autorità di bacino distrettuale del fiume Po: 2
Per chi punta a un impiego pubblico, il decreto rappresenta dunque una mappa delle prossime procedure. Il numero complessivo è rilevante, ma la distinzione tra concorsi aperti, mobilità, scorrimenti e passaggi interni resta decisiva per capire quante possibilità saranno davvero accessibili ai candidati esterni.
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