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Il commento

In Sardegna vacanze sempre più care, Beppe Severgnini: «Ma i turisti pretendono mare, cena e condizionatore»

In Sardegna vacanze sempre più care, Beppe Severgnini: «Ma i turisti pretendono mare, cena e condizionatore»

Il giornalista milanese frequenta l’isola dagli anni Settanta

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Sassari Sardo doc, ambasciatore della Sardegna, sardo onorario. I titoli ce li ha tutti, Beppe Severgnini, per parlare della sua isola. Dopo mezzo secolo dalla prima visita, con una casa ad Aglientu che è diventata il suo rifugio da scrittore, è riduttivo dire che venga a fare solo le vacanze.

La Sardegna è cambiata, dice però Severgnini, oggi il turismo è un settore di imprese che hanno imparato a offrire non solo un’isola selvaggia ma anche «comoda». Anche se gli «incontentabili» resistono.

Innanzitutto: lei come raggiunge l’isola abitualmente?

«A nuoto non riesco ancora, è un po’ lunga (ride, ndr). Domani partirò con il traghetto, ma sono venuto anche a fine maggio, in aereo. Però, devo dirlo, appartengo alla generazione che vede ancora il fascino del viaggio in traghetto. Da ragazzo dormivamo in sacco a pelo sul ponte. Era l’inizio della scomodità: quindi della vacanza».

Da dieci anni a questa parte il viaggio via mare è diventato più caro.

«Soprattutto i servizi a bordo costano molto di più, ho notato».

Lei frequenta l’isola da tantissimi anni.

«Dal 1973».

Al di là dello sviluppo dei centri abitati, com’è cambiata la vacanza in Sardegna?

«Siete cambiati voi. C’è chi è diventato imprenditore, mentre una volta vedevo una fatica direi culturale in questo senso. Il servizio al cliente non esisteva. Adesso è chiarissimo a tutti che si tratta di un’industria importante. Mettiamola così: l’isola negli anni ’80 era la vacanza epica, adesso è, anche, la vacanza comoda».

Quali caratteristiche ha mantenuto?

«La bellezza dei posti. Non smetterò di ringraziare la legge Salva coste, ed è ancora più importante oggi che il cambiamento climatico in qualche modo – ed è il 10 per cento di lato positivo – ha allungato la stagione. A maggio ho passato ogni giorno al mare. Sarà così per chi viene a ottobre».

Qual è la percezione della vacanza in Sardegna dall’esterno?

«Intendi per i continentali? Parliamoci chiaro, ci sono quelli a cui interessa il mare bellissimo, il buon ristorante e l’aria condizionata. Punto. E oggi la Sardegna offre anche questo. Ci sono poi coloro che vanno a cercare posti nuovi. E ci sono anche i continentali convinti che la Sardegna sia il retrobottega della Costa Smeralda, che pure è cambiata».

E la sua vacanza?

«Io preferisco la spiaggia di Monti Russu».

Dice che la Costa Smeralda è cambiata, come?

«A casa ho una copertina di “Sette” di luglio 2017, quando lo dirigevo, con un ghiacciolo a forma di Sardegna e il titolo “Breve storia polemica della Costa Smeralda”. L’articolo era scritto da Mauro Suttora. Dopo l’era dell’Aga Khan e l’era B&B è arrivata la terza epoca».

Per cosa sta B&B?

«Berlusconi e Briatore. Ora non ci sono più i personaggi che dominano l’immaginario mondano. Tant’è vero che è diventata la Costa dei social. Se trovassi in una spiaggia un locale con un cartello “Qui locale Instagram free” ci andrei subito».

Sardegna più cara ma sempre attraente, quindi.

«Oggi offre servizi paragonabili ad altre località e gli stranieri l’hanno capito subito. Però, e questa è una cosa che ho notato l’anno scorso, noi ospiti siamo diventati incontentabili. La gente diventa nervosa, siccome ha pagato si aspetta di tutto». (p. ard.)

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