Vacanze in Sardegna sempre più care: pesano trasporti e alimenti
Ecco una lista che fotografa i costi legati alle vacanze in Italia: sono aumentati
Sassari Nulla cambia le abitudini delle persone più di ciò che minaccia il loro portafoglio. E il timore di imprese turistiche, addetti ai lavori e politica è proprio che i vacanzieri possano mostrarsi più oculati e concedersi vacanze più sobrie. Anche perché il Centro di formazione e ricerca sui consumi ha appena elaborato una lista che dice che i costi legati alle vacanze in Italia sono aumentati, e di tanto, dal 2016 a oggi. La Sardegna primeggia. Perché la voce del rincaro più importante è quella legata agli spostamenti e chi fa la battuta che per arrivare nell’isola occorra un mutuo, adesso potrebbe venir preso un po’ troppo sul serio.
A confronto «Traghetti, le tariffe non scendono e l’isola resta una meta proibita»: così il titolo del fatto del giorno della Nuova Sardegna del marzo 2016. «Chi sceglie la Sardegna ad agosto si scordi una vacanza low cost» si leggeva nel servizio che evidenziava i costi con una serie di simulazioni. Da Genova a Olbia e ritorno, nella prima metà di agosto, una famiglia con Moby nel 2016 pagava 873 euro. Andata sabato primo agosto, ritorno domenica 16 agosto, due adulti, due bambini di età inferiore ai 12 anni, sistemazione in una cabina quadrupla e auto al seguito. Alle stesse condizioni, oggi spenderebbe 1.400 euro. Vacanza sulla tratta Porto Torres-Genova con nave Gnv. Dieci anni fa si sfioravano i 900 euro, oggi si va oltre i 1.000 euro. Ancora, con Moby nel 2016 la stessa famiglia che si muoveva dal porto di Livorno a quello di Olbia e viceversa pagava 851 euro, oggi 1.102 euro.
Sardegna e Corsica Un report appena pubblicato da Ferryhopper sostiene che l’Italia sia il Paese europeo dove il prezzo del biglietto dei traghetti è aumentato di più anche solo dal secondo trimestre del 2025 a maggio-giugno-luglio di quest’anno. Del 7,4%. Il primato? La Sardegna. La variazione percentuale più alta si registra sulle tratte che collegano l’isola, dove il biglietto è aumentato del 18%. A Malta solo del 12% e viaggiare per la Sicilia costa l’8 per cento in meno. Di contro, sono crollati i prezzi per la Corsica, -18%.
Villeggiature corte «In 10 anni infatti i prezzi dei voli nazionali sono quasi triplicati, aumentando del +193,3%», sostiene il Crc (cioè il centro di ricerca sui consumi).
E su tutte le spese legate alle vacanze, rileva che tra i prodotti alimentari tipici estivi «i pomodori segnano prezzi in aumento del 74% in 10 anni, l'insalata costa in media il 41% in più, +39,8% la frutta fresca, mentre i gelati sono rincarati del 36%; una cena a base di pesce costa un terzo in più così come l'acqua minerale (+33%), mentre per bibite analcoliche prezzi in aumento del 30%». In questi casi si parla di cambio delle abitudini delle persone, appunto.
Perché? Il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi osserva: «Se nel 2016 la vacanza estiva aveva una durata media di 11 giorni ed era concentrata nel mese di agosto, oggi le famiglie fanno viaggi più corti, di 3 o 4 notti fuori casa, ma più frequenti e spalmati nei mesi di giugno, luglio e settembre, quando le tariffe sono più basse. Si prediligono poi sempre più mete vicine e facilmente raggiungibili».
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