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L'allarme in mare

Correnti di risacca, il pericolo invisibile dell’estate: cosa sono le “lingue d'acqua” e come comportarsi

Correnti di risacca, il pericolo invisibile dell’estate: cosa sono le “lingue d'acqua” e come comportarsi

L’allarme dopo decine di salvataggi in pochissimi giorni

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L'estate 2026 sta raccontando, spiaggia dopo spiaggia, la stessa storia: un mare che sembra tranquillo e che in pochi minuti si trasforma in una trappola. Solo nelle ultime settimane la Sardegna ha collezionato una serie di salvataggi che dovrebbero drizzare le antenne a chi sceglie di tuffarsi in acqua quando le condizioni meteo non lo permettono.

Cosa sono le correnti di risacca

Le correnti di ritorno (in gergo tecnico rip current) si formano quando l'acqua spinta a riva dalle onde trova un varco - spesso un canale tra due banchi di sabbia - per tornare rapidamente verso il largo. Il risultato è una vera e propria "lingua" d'acqua che scorre più velocemente di quanto un nuotatore possa contrastare, anche in condizioni apparentemente normali. Non servono onde enormi: bastano vento sostenuto (come il maestrale o lo scirocco), morfologia della costa e un attimo di distrazione.

Perché sono così pericolose

Il pericolo maggiore non è la corrente in sé, ma il panico che genera. Chi si accorge di essere trascinato al largo tende istintivamente a nuotare contro la corrente, verso riva: uno sforzo che esaurisce le energie in pochi minuti e che è spesso ciò che trasforma un contrattempo in un'emergenza reale, per adulti come per bambini.

Come comportarsi

1) Rispettare sempre la bandiera rossa: nella maggior parte degli episodi il divieto di balneazione era già stato segnalato.

2) Non nuotare contro corrente: la tecnica corretta è nuotare parallelamente alla riva, per uscire lateralmente dal canale di risacca, e solo dopo dirigersi verso la spiaggia.

3) Restare a galla e chiedere aiuto: le correnti di ritorno raramente trascinano sott'acqua, ma sfiancano chi lotta contro di esse.

4) Fare attenzione a bambini e anziani: spesso sono proprio i più piccoli o i turisti meno abituati a riconoscere un mare "insidioso" nonostante l'aspetto tranquillo.

5) Ascoltare i bagnini: fischietti e richiami non sono un fastidio, ma spesso l'unica cosa che separa un bagno rinfrescante da un salvataggio last minute.

Gli episodi delle ultime settimane

A Porto Ferro, nel Sassarese, i bagnini sono intervenuti due volte in appena due ore, salvando cinque persone: tre giovani sono stati trascinati per oltre 200 metri dalla riva, in un mare che in poco tempo ha raggiunto onde alte due metri, nonostante la bandiera rossa fosse già esposta. Non è un caso isolato per quella spiaggia, già a inizio luglio, sempre a Porto Ferro, i bagnini avevano salvato un bambino di 11 anni e un turista francese di 70 anni, finito in un pericoloso "canale di riflusso" generato dal maestrale.

A Tortolì, sulla spiaggia di Porto Frailis, una giornata di scirocco ha richiesto ben dieci interventi di salvataggio in tre ore, tra cui quello di una bambina di 8 anni trascinata rapidamente al largo dalla corrente.

Ad Orrì, in Ogliastra, altri due salvataggi in poche ore hanno riacceso le polemiche dei gestori degli stabilimenti balneari, che denunciano quanto i divieti e gli avvisi dei bagnini vengano spesso ignorati.

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