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Granchi e meduse nel secchiello, non è un gioco ma un reato: cosa si rischia

Granchi e meduse nel secchiello, non è un gioco ma un reato: cosa si rischia

Oltre all’aspetto giuridico, però, c’è soprattutto quello etico: gli animali provano dolore

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Sassari Catturare granchi e meduse con un retino e lasciarli per lungo tempo in un secchiello di plastica, con poca acqua e sotto il sole, è un'abitudine ancora diffusa sulle spiagge durante l'estate. C'è poi chi colpisce le meduse con palette o retini, oppure le lascia morire sulla sabbia. Anche quando gli animali vengono rimessi in mare, spesso non riescono a sopravvivere. Comportamenti talvolta considerati semplici giochi, ma che, secondo le associazioni animaliste, rappresentano forme di crudeltà nei confronti di esseri viventi. Pesci, molluschi e crostacei non sono giocattoli e, in quanto esseri senzienti, sono capaci di provare dolore. Anche sollevare una stella marina per una fotografia o abbracciare un delfino finito accidentalmente a riva per un selfie, possono provocare gravi conseguenze per gli animali. 

Cosa prevede la legge

Oltre all'aspetto etico, esiste anche quello giuridico. L'uccisione o il maltrattamento degli animali possono integrare i reati previsti dagli articoli 544 bis e 544 ter del Codice penale. Il primo riguarda l'uccisione non necessaria, il secondo il maltrattamento. Entrambe le fattispecie prevedono pene detentive e sanzioni economiche, con aggravanti nei casi di particolare crudeltà. La tutela penale degli animali è stata introdotta nel 2004 con la legge 189 ed è stata ulteriormente rafforzata dalla legge 82, entrata in vigore nel luglio dello scorso anno. L'attuale formulazione dell'articolo 544 bis prevede, nei casi in cui l'uccisione avvenga con sevizie o prolungando volutamente le sofferenze dell'animale, la reclusione da uno a quattro anni e una multa da 10mila a 60mila euro. Si tratta delle pene massime previste dalla norma, ma il fatto che simili comportamenti possano costituire reato rende possibile l'apertura di un procedimento penale in caso di denuncia.

Le campagne di sensibilizzazione

Per evitare che questi episodi continuino a ripetersi, le associazioni animaliste puntano sulla prevenzione. L'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha realizzato due manifesti, uno destinato ai bambini e uno agli adulti, con l'obiettivo di promuoverne la diffusione sulle spiagge e negli stabilimenti balneari. Il messaggio è semplice: gli animali marini non sono giocattoli e devono essere rispettati. Anche l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) invita a vivere il mare osservando le sue creature senza disturbarle. Approvate maschera e boccaglio per fare snorkeling e ammirare pesci e altri animali nel loro ambiente naturale, evitando di catturarli con retini o altri strumenti. Per conservare un ricordo dell'esperienza, suggerisce l'associazione, è sufficiente una macchina fotografica resistente all'acqua: un modo per portare a casa un'immagine dell'estate lasciando gli animali liberi nel loro habitat.

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