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La proposta

Emergenza caldo, il designer Petta: «Piantare alberi non basta, costruiamo torri del vento»

di Paolo Ardovino
Emergenza caldo, il designer Petta: «Piantare alberi non basta, costruiamo torri del vento»

Strutture rinfrescanti che con la brezza del mare e delle ventole creino delle strade completamente fresche

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Sassari «Come principio, l’idea di piantare più alberi nelle città va bene, per carità. Ma servono rimedi estremi. I parchi sono obsoleti. E poi cosa fai, pretendi che con un faggio in più una via diventi più fresca?». Per rimedi estremi, Danilo Petta, designer olbiese, intende qualcosa come delle torri rinfrescanti che con la brezza del mare e delle ventole creino delle strade completamente, e naturalmente, fresche.

Oasi

Qualche anno fa insieme all’architetta Öznur Pinar Cer aveva ideato un progetto futuristico. Mask Architects, il nome del loro studio internazionale con base in Gallura, si era aggiudicato un importante premio ad Abu Dhabi mostrando una oasi artificiale pensata per grandi aree urbane. Lì dove in mezzo agli edifici nascono isole di calore, i due architetti hanno immaginato e progettato delle strutture modulabili, delle «palme refrigeranti» per rilassarsi all’ombra e sotto l’aria fresca. La fusione tra elementi naturali e tecnologia si è ripetuta con il progetto per un resort in Africa, autosufficiente dal punto di vista energetico e della produzione di acqua.

Quando riceve la telefonata per parlare del grande caldo che è tornato a colpire la Sardegna, Danilo Petta si sta dedicando a una bozza sull’ultima pensata avveniristica, «ma in realtà è molto semplice». Partita per risolvere il problema del caldo nei Paesi equatoriali e presto applicata a casa, cioè Olbia. Questa volta i riferimenti sono i badgir persiani, le torri del vento. Prima di tutto, il designer e architetto riflette: «Raffrescare le città è un tema rilevante, ma non significa solo piantare alberi. Occorre capire come veicolare l’aria, oltre a creare più spazi d’ombra». Però dice: «Bisognerebbe ripensare le pensiline alle fermate dei bus. Non si può ricorrere a pannelli con il plexiglass che scaldano e creano un effetto serra. Una soluzione? Materiali riciclati».

Le torri di Olbia

Il nuovo progetto ancora inedito consiste nella realizzazione di una rete di torri del vento amovibili dalle forme eleganti e che si mimetizzino, che intercettino i venti predominanti di Olbia, «il Maestrale, il Ponente e le brezze marine, convogliandoli verso strade, piazze e aree pubbliche per migliorare il comfort climatico senza consumi energetici», spiega il designer.

Il sistema «di raffrescamento urbano passivo» nasce da Mask Architects con la società di ingegneria Aqh Italy. Le speciali “torri di Olbia” «distribuite indicativamente ogni 100–200 metri nelle aree urbane più esposte al calore, potrebbero contribuire a ridurre localmente la temperatura dell’aria di circa 1–2 gradi, migliorando la temperatura percepita fino a 3–5 gradi, soprattutto grazie all’aumento della ventilazione», spiega in breve Danilo Petta.

L’obiettivo non sarebbe quello di una città totalmente climatizzata, è impossibile, quanto creare dei «corridoi» climatici tra le vie affacciate sul mare e che salgono verso il centro storico. Le basi ci sono, adesso il team internazionale è al lavoro per la prototipazione e la certificazione scientifica per trasformare così il sistema in un modello internazionale. E consegnare alle città, prime tra tutte quelle sarde, una soluzione originale.

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