Ordinamenti professionali, via libera del Senato alla riforma: ecco che cosa cambia
Dalle attività riservate, alle società tra professionisti ai tirocini
Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma degli ordinamenti professionali, introducendo modifiche sostanziali su accesso, tirocinio e formazione continua. Le nuove norme semplificano le procedure, riorganizzano i tirocini in chiave universitaria e rafforzano le tutele per l'equo compenso, estendendole anche ai rapporti con PA e grandi imprese. Ulteriori dettagli sono disponibili sui portali di informazione giuridica e istituzionali.
È la prima revisione organica del sistema ordinistico dopo il DPR 137/2012: tredici anni di stratificazioni normative che la delega punta a rimettere in ordine. Per chi lavora con partita IVA – iscritto o meno a un albo – i punti che incidono davvero sull’attività quotidiana sono cinque: perimetro delle competenze, società tra professionisti, tirocinio, compensi e formazione obbligatoria sull’intelligenza artificiale.
Ordinamenti professionali coinvolti: ecco gli iscritti
Un totale di 699.177 iscritti nei vari ordini professionali d’Italia: ecco i numeri illustrati in Commissione dal relatore, il senatore Sergio Rastrelli (FdI), in ordine decrescente di consistenza:
- Ingegneri civili, ambientali, industriali e dell’informazione (compresi i profili junior) 250.608
- Architetti, pianificatori territoriali, paesaggisti e conservatori (compresi i profili junior) 160.319
- Geometri e geometri laureati 85.502
- Assistenti sociali specialisti e assistenti sociali 47.784
- Periti industriali e periti industriali laureati 36.965
- Giornalisti 29.713
- Consulenti del lavoro 25.227
- Dottori agronomi e forestali, zoonomi e biotecnologi agrari19.639
- Agrotecnici e agrotecnici laureati 12.789
- Periti agrari e periti agrari laureati 12.485
- Geologi e geologi junior 12.302
- Tecnologi alimentari 1.848
- Spedizionieri doganali 1.513
- Consulenti in proprietà industriale 1.325
- Attuari e attuari junior 1.158
Due categorie da sole – ingegneri e architetti – pesano per quasi il 59% della platea complessiva. All’estremo opposto, cinque albi contano meno di 15.000 iscritti ciascuno: un dato che spiega perché la delega preveda la possibilità di accorpare i consigli di disciplina territoriali quando il numero degli iscritti è esiguo.
Restano fuori avvocati, commercialisti e professioni sanitarie, oggetto di deleghe separate.
A che punto è l’iter parlamentare
L'iter della legge delega sulla riforma delle professioni è iniziato il 4 settembre 2025 con l'approvazione in Consiglio dei ministri. Dopo un lungo ciclo di audizioni in commissione Giustizia al Senato (relatore Sergio Rastrelli, FdI), il voto sugli emendamenti si è concluso il 24 giugno 2026. Il testo modificato (A.S. 1663-A) è stato trasmesso alla presidenza del Senato il 1° luglio. L'approdo in aula è slittato dal 30 luglio al 3 agosto 2026 per dare precedenza alla questione di fiducia sul decreto giustizia e migranti. Trattandosi di una legge delega, l'approvazione del testo fissa solo i principi generali. Il Governo dovrà emanare i decreti legislativi attuativi d'intesa con i consigli nazionali delle professioni, previo parere delle commissioni parlamentari (da esprimere entro 30 giorni). Di conseguenza, la tabella di marcia prevede: approvazione in Senato, passaggio alla Camera, entrata in vigore, fino a 24 mesi per i decreti attuativi e altri 12 mesi per i correttivi. L'impatto operativo reale si manifesterà quindi tra il 2027 e il 2029.
Attività riservate e attività libere: il principio che tutela anche chi non ha l’albo
È la modifica più rilevante per l’intero mercato dei servizi professionali e riguarda direttamente anche i professionisti non ordinistici.
La formulazione iniziale rischiava di fare confusione tra le attività riservate per legge e quelle legate alla competenza tipica degli iscritti agli albi. Questa ambiguità avrebbe potuto limitare l'attività di consulenti, formatori ed esperti di comunicazione: tutte figure non regolamentate che lavorano in settori vicini a quelli degli ordini professionali.
L’emendamento approvato risolve il problema: le attività non esplicitamente riservate dalla legge a una professione rimangono libere e accessibili a tutti. Il testo cita anche il D.Lgs. 142/2020 (Direttiva UE sul test di proporzionalità): qualsiasi futuro limite a una professione richiederà una motivazione di interesse generale. Inoltre, l'ambito di ogni professione si potrà definire solo con una legge e andrà coordinato con i settori simili. Stop, quindi, a nuove riserve create tramite regolamenti. La consulenza entra nelle competenze. Il nuovo punto 1-bis dell’articolo 2 inserisce la consulenza specialistica tra le attività formali degli iscritti agli albi. Questa novità definisce il perimetro della professione ma non crea un’esclusiva: le riserve di legge restano invariate. L’impatto concreto dipenderà dai decreti attuativi.
Società tra professionisti: la soglia
Il testo irrigidisce la disciplina delle STP rispetto alla legge Concorrenza 2025. Le nuove regole prevedono che:
almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto appartengano a professionisti iscritti all’albo di riferimento o ad albi di altre professioni;
la partecipazione agli utili sia sempre proporzionale alla partecipazione al capitale.
Tirocinio: rimborso spese e compenso
Il nuovo criterio r-bis riorganizza la disciplina del tirocinio professionale su due livelli:
il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio o del professionista ospitante è dovuto; un’indennità o un compenso possono essere riconosciuti con apposito contratto, commisurati all’effettivo apporto professionale, con esclusione dei tirocini presso enti pubblici. Non è l’obbligo generalizzato di retribuzione che molte sigle chiedevano, ma quantomeno il rimborso spese diventa un diritto, non una concessione.
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