Bono, morto a 41 anni travolto da un muro: sei mesi fa aveva perso la figlia di tre anni
L'intera comunità si è stretta intorno alla moglie e al figlio
Bono Soltanto sei mesi fa l’intera comunità di Bono si era stretta attorno alla famiglia Solinas per la morte della piccola Elena. Oggi quello stesso paese si ritrova ancora una volta sconvolto: Luigi, 41 anni, padre della bambina, ha perso la vita nel crollo della rimessa della sua abitazione in via Guido Rossa, mentre il padre Giovanni Antonio, che tra quattro giorni compirà 82 anni, è rimasto gravemente ferito. Una nuova tragedia che si abbatte su una famiglia già duramente provata e riapre una ferita che il paese non aveva mai davvero smesso di sentire propria.
Il 23 gennaio scorso Bono aveva dato l’ultimo saluto a Elena, morta a poco più di tre anni dopo una breve vita segnata da gravi problemi di salute. Per anni Luigi e la moglie Alessandra avevano affrontato continui viaggi tra la Sardegna e l’ospedale Gaslini di Genova, dove la bambina era seguita da un’équipe di specialisti. L’ultimo ricovero, durato circa un mese, aveva alimentato ancora una volta la speranza della famiglia. Poi era arrivata la notizia della sua morte.
Per Luigi e Alessandra non era stato il primo lutto. Anni prima avevano infatti perso un’altra figlia, morta durante il parto. Una prova durissima affrontata insieme al piccolo Gioele, il fratellino di Elena, cresciuto accanto alla sorella durante il lungo percorso di cure e ricoveri.
La morte della bambina aveva profondamente colpito Bono e l’intero Goceano. Il sindaco Michele Solinas aveva espresso il cordoglio della comunità con parole che oggi tornano inevitabilmente alla memoria: «Non ci sono parole per esprimere la tristezza che tutti abbiamo nel cuore per la perdita della piccola Elena. Esprimo a nome di tutti la nostra vicinanza a Luigi, Alessandra e a tutti i familiari».
Anche il parroco don Mario Curzu aveva affidato ai social il suo saluto alla piccola Elena: «La morte ci appare sempre ingiusta, ancora di più quando a morire è un bambino. I bambini non dovrebbero morire mai». E ancora: «Ci stringiamo con grande affetto al dolore dei genitori Luigi e Alessandra, del fratellino Gioele, dei nonni, degli zii e dei familiari tutti. Siamo certi che da oggi, alzando gli occhi al cielo, ti vedremo brillare tra le stelle più luminose». Oggi quella stessa comunità è chiamata a fare i conti con una tragedia ancora più difficile da comprendere. Mentre Luigi perdeva la vita sotto le macerie della rimessa crollata, il padre Giovanni Antonio restava gravemente ferito. Ancora una volta Bono si stringe attorno ad Alessandra, al piccolo Gioele e alla famiglia intera, travolti nel giro di pochi mesi da una sequenza di lutti e sofferenze che non può che lasciare sanze parole.
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