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Bonus libri scolastici 2026, come ottenere il contributo e quali scadenze controllare

Bonus libri scolastici 2026, come ottenere il contributo e quali scadenze controllare

Requisiti e importi cambiano tra Regioni e Comuni: servono un Isee valido, la domanda entro i termini e i documenti di acquisto

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Roma L’acquisto dei libri di testo è una delle spese più pesanti che le famiglie devono sostenere prima dell’inizio dell’anno scolastico. Il conto può raggiungere diverse centinaia di euro, soprattutto nelle classi in cui cambia gran parte della dotazione libraria. Per aiutare i nuclei con minori disponibilità economiche sono previsti contributi pubblici, generalmente indicati come bonus o buoni libri.

Non esiste, però, una procedura unica valida in tutta Italia. I sostegni vengono erogati attraverso bandi regionali e comunali, con soglie Isee, importi, modalità di pagamento e scadenze differenti. La legge di Bilancio 2026 ha inoltre istituito un nuovo fondo destinato ai Comuni per contribuire all’acquisto dei libri, anche digitali, adottati nelle scuole secondarie di secondo grado. La misura riguarda i nuclei con Isee non superiore a 30mila euro che non abbiano già ricevuto un altro aiuto per la stessa spesa. L’accesso concreto dipende comunque dagli avvisi e dalle procedure attivate sul territorio.

I contributi tradizionali restano rivolti soprattutto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, comprese generalmente le scuole paritarie. Alcune Regioni ammettono anche gli iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale. Oltre alla situazione economica, possono essere richiesti la residenza nel Comune che pubblica il bando e l’iscrizione a una scuola riconosciuta.

Il limite Isee non è uguale ovunque. In Sardegna, per esempio, il buono libri relativo all’anno scolastico 2026-2027 è stato riservato agli studenti delle scuole medie e superiori con un indicatore non superiore a 20mila euro. Gli importi massimi previsti sono di 250 euro per chi frequenta la prima media, la prima o la terza superiore e di 150 euro per le altre classi. La domanda doveva essere presentata al Comune di residenza entro il 24 giugno 2026: la finestra ordinaria, quindi, risulta già chiusa.

La situazione nazionale resta a macchia di leopardo. Alcune procedure si sono concluse tra giugno e luglio, mentre altre partiranno dopo l’estate. In Emilia-Romagna, per esempio, le richieste per i contributi destinati ai libri di testo potranno essere inviate online dal 4 settembre al 23 ottobre 2026. Questo rende indispensabile controllare il sito della propria Regione e quello del Comune di residenza, senza affidarsi a una scadenza indicata per un territorio diverso.

Le domande vengono presentate prevalentemente attraverso piattaforme telematiche, utilizzando Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Occorrono normalmente i dati dello studente, l’attestazione Isee in corso di validità e gli eventuali documenti richiesti dal bando. Il contributo può essere riconosciuto attraverso un rimborso, un accredito sul conto corrente oppure un voucher da utilizzare presso gli esercizi convenzionati.

È importante conservare fatture, ricevute e scontrini parlanti. Non tutti gli acquisti, infatti, sono necessariamente ammessi. In Sardegna, per esempio, il beneficio copre esclusivamente i libri di testo adottati dalla scuola, compresi quelli digitali. Restano esclusi vocabolari, atlanti e altro materiale scolastico. Anche i volumi usati possono essere rimborsati, ma soltanto quando l’acquisto è documentato da una regolare ricevuta o fattura.

Dopo la chiusura dei termini, gli enti verificano le dichiarazioni e formano gli elenchi degli aventi diritto. L’importo effettivamente riconosciuto può dipendere dalle risorse disponibili e dal numero delle domande ammesse. I tempi di pagamento, di conseguenza, possono andare da alcune settimane a diversi mesi.

Un altro punto sul quale si crea spesso confusione riguarda la dichiarazione dei redditi. L’acquisto dei libri di testo e del materiale di cancelleria non dà diritto alla detrazione Irpef prevista per le spese scolastiche. Sono invece detraibili al 19 per cento, entro il limite annuo di mille euro per ciascun alunno o studente, alcune spese direttamente collegate alla frequenza scolastica, come tasse, contributi, mensa, gite e trasporto, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa.

Per evitare di perdere il contributo occorre quindi verificare con anticipo il bando applicabile, controllare la soglia Isee e presentare la domanda entro la scadenza prevista. È altrettanto importante leggere quali acquisti sono ammessi e conservare tutta la documentazione fino alla conclusione della procedura.

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