La Nuova Sardegna

Polemica

Imprenditore bolognese spende 137mila euro per il pieno dello yacht e attacca l’isola: «Sardi di emme, vergognatevi»

Imprenditore bolognese spende 137mila euro per il pieno dello yacht e attacca l’isola: «Sardi di emme, vergognatevi»

L’ex patron della Capannina sostiene di avere caricato 50 tonnellate di carburante a Porto Cervo

2 MINUTI DI LETTURA





Porto Cervo Sostiene di avere speso 137mila euro per rifornire il proprio yacht con 50 tonnellate di carburante. Poi, partendo dal conto pagato a Porto Cervo, rivolge insulti ai sardi e coinvolge nella sua invettiva anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Il protagonista è Paolo Pazzaglia, 79 anni, imprenditore bolognese ed ex patron della Capannina, storico locale sui colli del capoluogo emiliano. Nel pomeriggio di mercoledì 5 agosto Pazzaglia ha pubblicato sui social un post dai toni pesantemente offensivi.

«In Sardegna ho fatto fare il pieno di carburante alla barca: 50 tonnellate al costo di 137mila euro», ha scritto, precisando che si sarebbe trattato dei prezzi praticati a Porto Cervo alle 15.30. Le cifre sono quelle riportate dallo stesso imprenditore.

Alla contestazione sul costo del carburante sono seguiti gli insulti: «Sardi di emme, vergognatevi», ha scritto Pazzaglia, aggiungendo che la Sardegna sarebbe «un pezzo d’Italia che si sta svuotando». Nel messaggio non viene spiegato quale collegamento ci sarebbe tra il prezzo del rifornimento e il problema dello spopolamento dell’isola.

Subito dopo l’imprenditore ha spostato il bersaglio sul sindaco di Bologna. «Vai tu Lepore e portati i tuoi centri a lavorare la terra in Sardegna», ha scritto, concludendo con un ulteriore insulto rivolto al primo cittadino.

L’uscita contro la Sardegna si inserisce in una più ampia serie di interventi social pubblicati recentemente da Pazzaglia contro Lepore. Nei video l’imprenditore ha attaccato la gestione della città, i cantieri, le politiche sull’immigrazione e le iniziative promosse dopo la morte di Abderrahim Fakir, utilizzando in alcuni casi anche espressioni intimidatorie. Pazzaglia ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere un comitato e di impegnarsi politicamente in vista del 2027.

Alla base dello scontro con l’amministrazione bolognese c’è anche la lunga vicenda della Capannina. Pazzaglia acquistò il locale nel 1974, trasformandolo in una delle discoteche più conosciute della città. Dal 1979 il Comune avviò un contenzioso sulle porzioni considerate abusive, protrattosi per circa quarant’anni. Nel novembre del 2020 furono demolite le parti contestate, dopo le decisioni della giustizia amministrativa favorevoli al Comune e alla Soprintendenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il decreto

Accademia di Belle Arti di Sassari, il Ministero azzera i vertici: arriva il commissario

Le nostre iniziative