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Il Palio dell’Assunta parla sardo: nove cavalli su dieci e sette fantini all’assalto di Siena


	Tittia mentre festeggia la vttoria dell'ultimo Palio di luglio
Tittia mentre festeggia la vttoria dell'ultimo Palio di luglio

Domani la sfida in Piazza del Campo: Tittia su Anda e Bola, Velluto prende Diodoro e Gingillo sale su Donrodrigo. Stasera la Prova generale

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SIENA. Nove cavalli su dieci nati e allevati in Sardegna. E sette fantini su dieci che dall’isola arrivano direttamente o che con la Sardegna hanno un legame familiare e sportivo profondissimo. Domani, domenica 16 agosto, il Palio dell’Assunta parlerà ancora una volta sardo. Mai come in questi anni la presenza isolana sul tufo di Piazza del Campo è sembrata qualcosa di più di una semplice coincidenza: è ormai una vera scuola, capace di fornire a Siena cavalli, fantini e cultura equestre. Nel lotto scelto per la Carriera di domani nove dei dieci barberi sono nati e allevati nell’Isola.

C’è persino un curioso paradosso. L’unico cavallo nato fuori dalla Sardegna è anche quello che tutti guardano con maggiore attenzione: Diodoro. Il sauro, nato nel 2019 a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, ha già vinto due dei tre Palii disputati: l’ultimo appena un mese e mezzo fa, il 3 luglio, quando ha riportato l’Aquila al successo con Giovanni Atzeni “Tittia”. Stavolta la sorte lo ha consegnato alla Lupa, che lo affiderà a un altro sardo, Dino Pes “Velluto”.

La sorte assegna i cavalli, poi comincia il gioco delle monte

Una precisazione è importante per capire il meccanismo del Palio: a essere sorteggiati sono i cavalli, non i fantini. Giovedì 13 agosto, durante la Tratta, i capitani hanno prima individuato i dieci cavalli destinati alla Carriera e successivamente il sorteggio li ha assegnati alle dieci Contrade. Da quel momento sono cominciate le trattative per le “monte”, cioè la scelta dei fantini da parte delle dirigenze.

La sorte ha assegnato Canarinu alla Selva, Arestetulesu alla Chiocciola, Diamante Sauro all’Oca, Anda e Bola al Nicchio, Diodoro alla Lupa, Ares Elce all’Istrice, Donrodrigo alla Torre, Benitos all’Aquila, Viso d’Angelo all’Onda ed Euskaldi alla Giraffa. Le monte si sono definite nelle ore successive: Sebastiano Murtas “Grandine” su Canarinu; Jonatan Bartoletti “Scompiglio” su Arestetulesu; Michel Putzu “Spago” su Diamante Sauro; Giovanni Atzeni “Tittia” su Anda e Bola; Dino Pes “Velluto” su Diodoro; Federico Guglielmi “Tamurè” su Ares Elce; Giuseppe Zedde “Gingillo” su Donrodrigo; Carlo Sanna “Brigante” su Benitos; Andrea Sanna “Virgola” su Viso d’Angelo; Elias Mannucci “Turbine” su Euskaldi.

Da Nurri a Silanus, la pattuglia dei fantini sardi

Ed è qui che la geografia del Palio si sposta idealmente da Piazza del Campo verso il centro della Sardegna. Tittia è l’uomo di Nurri, anche se Giovanni Atzeni è nato in Germania da padre sardo prima di trasferirsi nell’isola con la famiglia. Carlo Sanna “Brigante” arriva da Sindia, Dino Pes “Velluto” da Silanus, Andrea Sanna “Virgola” da Oliena, Sebastiano Murtas “Grandine” da Santu Lussurgiu e Michel Putzu “Spago” da Teti. Giuseppe Zedde “Gingillo” è invece nato e cresciuto a Siena, ma ha profonde radici a Noragugume, paese d’origine della sua famiglia e in particolare del padre Antonio, anche lui fantino.

Sette uomini sui dieci che domani entreranno tra i canapi rappresentano dunque, in modi diversi, la scuola sarda. E tra loro c’è il dominatore dell’epoca contemporanea del Palio. Tittia arriva alla Carriera dell’Assunta forte di 12 vittorie in 42 Palii disputati, dopo l’ultimo trionfo di luglio con l’Aquila. Questa volta, però, dovrà cercare di battere il cavallo con il quale ha scritto le ultime pagine della sua storia: Diodoro è finito alla Lupa, mentre il Nicchio gli ha affidato Anda e Bola.

E parlare di ripiego sarebbe decisamente sbagliato. Anda e Bola è un altro dei grandi nomi del lotto: ha vinto proprio il Palio dell’Assunta del 2025, montato allora da Gingillo per il Valdimontone. È un cavallo che porta la Sardegna nel pedigree e nella sua storia: è stato allevato a Perfugas da Vinicio Mundula. Benitos, domani nell’Aquila con Brigante, è invece l’anglo-arabo sardo che nell’agosto 2024 regalò la vittoria alla Lupa insieme a Velluto.

I cavalli dell’isola conquistano Siena

Dietro quel dato – nove cavalli sardi su dieci – c’è una vera mappa dell’allevamento isolano. Anda e Bola viene da Perfugas, Benitos dalla scuderia Chessa di Orune, Viso d’Angelo è nato a Pozzomaggiore, Canarinu è stato allevato nel territorio di Bonorva e Donrodrigo a Villanova Monteleone. Ares Elce è nato invece nell’allevamento di Marco Giola a Florinas. Sono storie differenti che finiscono tutte nello stesso imbuto: il tufo di Siena.

Non è un predominio nato per caso. La Sardegna possiede una tradizione consolidata nell’allevamento dell’anglo-arabo e una cultura delle corse a pelo alimentata da decine di palii e manifestazioni equestri locali. È spesso lì che cavalli e ragazzi cominciano il percorso che, per i migliori, può portare fino alla mossa di Piazza del Campo. Il Palio senese e l’Isola hanno così costruito negli anni un rapporto sempre più stretto, fatto di allevatori, proprietari, preparatori e fantini.

Da Granatino ad Aceto, fino al regno di Tittia

Un legame che dura ormai da 75 anni. Il primo fantino sardo a correre il Palio fu Pasquale Granata “Granatino”, di Villanova Monteleone, nell’agosto del 1951. Poi arrivò Andrea Degortes “Aceto”, olbiese, primo sardo a vincere in Piazza del Campo nel 1965 e destinato a diventare una leggenda con 14 successi, primato dell’era moderna. Dopo di lui sono arrivati, tra gli altri, Salvatore Ladu “Cianchino”, Giuseppe Pes “Il Pesse” e una generazione che ha progressivamente trasformato la presenza sarda in una costante del Palio.

I numeri degli ultimi anni sono impressionanti. Nel luglio 2024 vinse Carlo Sanna “Brigante”, ad agosto toccò a Dino Pes “Velluto”; nel luglio 2025 trionfò Tittia, ad agosto Gingillo, quindi ancora Tittia nel luglio scorso. In altre parole, tutti gli ultimi cinque Palii disputati sono stati conquistati da fantini sardi o di radici sarde. Domani l’Isola proverà ad allungare ancora la serie.

Tittia contro Diodoro, la sfida nella sfida

Il filo principale della Carriera sembra così già scritto. Da una parte Tittia, che con il Nicchio avrà Anda e Bola e andrà a caccia della tredicesima vittoria; dall’altra il suo ex compagno Diodoro, ora affidato alla Lupa e a Velluto. Ma attenzione anche a Gingillo e Donrodrigo: proprio la Torre, con il fantino dalle radici di Noragugume, ha vinto questa mattina, sabato 15 agosto, la quarta prova. Il risultato delle prove non assegna naturalmente alcun vantaggio per la Carriera, ma l’accoppiata ha mostrato un buon adattamento alla pista.

E non si possono escludere Benitos e Brigante nell’Aquila, Viso d’Angelo e Virgola nell’Onda e le altre accoppiate di un lotto nel quale esperienza e cavalli già vincitori non mancano. Diodoro, Anda e Bola e Benitos hanno infatti già conquistato almeno una volta Piazza del Campo.

Prima della grande sfida resta ancora un ultimo passaggio importante. Questa sera, sabato 15 agosto, alle 19.15 è in programma la Prova generale. Domani alle 7.45 si celebrerà la Messa del Fantino e alle 9 sarà la volta della tradizionale Provaccia. Nel pomeriggio il Corteo storico precederà la Carriera: alle 19 è prevista l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà verso Piazza del Campo. Poi parleranno i canapi, la mossa e tre giri di tufo. E, guardando cavalli e fantini, sarà difficile non sentire ancora una volta un fortissimo accento sardo.

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