Turismo record ad Alghero, superata la quota di due milioni di presenze
Il sindaco Cacciotto: «Difficile gestire una simile affluenza. Le sfide sono il traffico e i rifiuti»»
Alghero Nel pieno dell'estate le località costiere si trasformano improvvisamente in metropoli brulicanti, arrivando a ospitare complessivamente sull’isola oltre un milione di persone. È il complesso fenomeno delle cosiddette “città a fisarmonica”, un’onda d'urto economica formidabile ma anche una sfida logistica imponente per le amministrazioni locali, chiamate a garantire i servizi essenziali per una popolazione che si moltiplica a dismisura. In questo scenario Alghero rappresenta uno dei casi più emblematici a livello nazionale.
«Nel 2025 gli ultimi dati dell’osservatorio regionale rappresentano una situazione arrivata a 1 milione e 800 mila presenze – spiega il sindaco Raimondo Cacciotto – e quest’anno andremo sicuramente oltre i due milioni, perché la città è piena dal mese di maggio. La difficoltà sta diventando dover gestire ogni anno una situazione legata all'esplosione dei servizi che devono essere garantiti». Numeri che proiettano Alghero in un’élite turistica. «Già da diversi anni siamo nel network del G20, i comuni italiani con meno di 60 mila abitanti e più di un milione e mezzo di presenze turistiche», prosegue Cacciotto. L'obiettivo di questa rete è vitale: «Stiamo cercando di ottenere in legge dello Stato il riconoscimento dello status di “comuni balneari”. Puntiamo ad avere un aiuto in termini di risorse economiche e umane: il numero di dipendenti del Comune non è sufficiente a far fronte alle esigenze di una città turistica come la nostra, in particolare per la polizia locale, che oggi abbiamo rafforzato tantissimo con i turni notturni».
La pressione estiva esplode su due fronti principali: la viabilità e il decoro. Sul vesante del traffico, il sindaco evidenzia un problema culturale, ovvero l’abitudine diffusa di «utilizzare l'auto in maniera eccessiva». Per evitare la paralisi, l'amministrazione ha risposto potenziando l'infrastruttura. «Sui posteggi siamo intervenuti individuando aree di sosta anche con l’aiuto dei privati, per un totale di ulteriori 1.500 posti: in via Lido, a ridosso della pineta di Maria Pia, vicino all'ospedale Marino, in via Castelsardo e nel campo del Don Bosco. Queste ultime aree le abbiamo anche illuminate per favorire una fruizione più ordinata e una maggior sicurezza».
A questo si unisce un riordino nei punti nevralgici. A Porticciolo è stato ricavato un parcheggio arretrato per salvaguardare la vegetazione, mentre per il promontorio di Capo Caccia si è attuata una rivoluzione contro la sosta selvaggia che bloccava autobus e mezzi di soccorso. «Abbiamo messo dei dissuasori per impedire la sosta fisicamente. Abbiamo spostato la biglietteria delle Grotte a Casa Gioiosa, dove è stata realizzata un’area sosta da cui parte una navetta. Da lì abbiamo messo anche un punto di sharing con 25 biciclette e la cosa sta andando molto bene». Proprio la micro-mobilità è la grande scommessa: lo sharing reintrodotto lo scorso anno registra ottimi flussi e il Comune ha appena stanziato 500 mila euro per la sicurezza stradale, introducendo passaggi pedonali rialzati e piste ciclabili. Infine, la delicata questione della nettezza urbana. «C'è un aggravio, ma la città è tutto sommato in ordine», precisa il sindaco. «Siamo nella fase di avvio del nuovo servizio: la ditta andrà a regime solamente a ottobre e fa ancora fatica con lavaggio e spazzamento periferico non avendo tutti i mezzi, ma dal mio punto di vista la città è decorosa».
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