La Nuova Sardegna

La lettera

Posidonia distrutta dagli yacht, la Regione scrive al ministro: «Servono controlli e sanzioni più severe»

Posidonia distrutta dagli yacht, la Regione scrive al ministro: «Servono controlli e sanzioni più severe»

La nota è firmata dalla presidente Alessandra Todde e dall’assessora Rosanna Laconi

3 MINUTI DI LETTURA





La Maddalena Oltre 6mila imbarcazioni al giorno nei picchi dell’estate e una pressione crescente sulle praterie di Posidonia oceanica. È l’allarme lanciato dalla Regione Sardegna, che ha scritto al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica chiedendo un intervento per rafforzare la tutela dell’ecosistema dell’Arcipelago di La Maddalena.

La nota è firmata dalla presidente della Regione Alessandra Todde e dall’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi. Nel mirino ci sono soprattutto le aree più fragili, da Caprera a Spargi, Budelli e Santa Maria, fino alle isole a nord e a sud di Mortorio.

La pressione della nautica, secondo la Regione, si manifesta soprattutto attraverso gli ancoraggi sui fondali ricoperti di Posidonia, che provocano «sradicamento meccanico e frammentazione delle praterie». A questo si aggiungono «il moto ondoso e la velocità eccessiva», che aumentano l’erosione degli arenili, e «l’aumento della torbidità e gli scarichi non controllati», capaci di ridurre l’attività fotosintetica della pianta.

Una situazione che, sottolinea la Regione, non riguarda soltanto la Posidonia. «Gli stessi fattori incidono sulle popolazioni residue di Pinna nobilis, già in stato critico di conservazione, e sui mammiferi marini che frequentano stabilmente queste acque».

Il problema, per Todde e Laconi, è anche quello dei controlli. L’Arcipelago è tutelato come Parco nazionale, sito Natura 2000 e parte del Santuario Pelagos, ma «ciascun regime genera obblighi autonomi» che, secondo la Regione, sono oggi messi in difficoltà «per la medesima ragione: l’assenza di un presidio di vigilanza effettivo».

Il personale dell’Ente Parco, viene evidenziato nella nota, «non dispone della qualifica di polizia giudiziaria né di potestà sanzionatoria: può informare e segnalare, non contestare». La vigilanza rimane quindi affidata alla Guardia costiera e al Corpo forestale, con dotazioni che la Regione considera insufficienti rispetto all’estensione dell’area e alla presenza estiva delle imbarcazioni.

Anche le multe sono considerate un problema. Le sanzioni per l’ancoraggio sulle praterie «si attestano su importi di poche decine di euro», una cifra che, secondo la Regione, può essere percepita dalla nautica di fascia alta come un semplice «costo accessorio della navigazione».

Da qui le richieste rivolte al ministero: attribuire al personale di vigilanza degli enti parco la qualifica di polizia giudiziaria, rendere più severe e proporzionate le sanzioni, rafforzare il dispositivo della Guardia costiera e inserire l’habitat della Posidonia tra le aree prioritarie del Piano nazionale di ripristino della natura. La Regione chiede inoltre di valutare eventuali azioni di risarcimento per i danni ambientali accertati.

«Non stiamo chiedendo nuovi divieti: quelli esistenti sono già più che sufficienti, stiamo chiedendo che qualcuno possa farli rispettare», scrivono Todde e Laconi. E aggiungono: «Un habitat prioritario europeo non può essere affidato alla buona volontà di chi lo attraversa, e chi lo danneggia non può cavarsela con una sanzione da poche decine di euro».

La Regione ricorda infine di aver già avviato una collaborazione con la Guardia costiera. Il protocollo d’intesa approvato dalla Giunta a luglio comprende anche la vigilanza sulle aree marine protette e sui siti Natura 2000. «La Sardegna fa la sua parte, ma i poteri di vigilanza e il regime sanzionatorio sono materia statale: su questo chiediamo al ministro una risposta», concludono la presidente e l’assessora.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La celebrazione

In Gallura il matrimonio da sogno di Brendan Blumer e Salvatore Spano: il grande sì insieme a Coldplay, Lady Gaga e Laura Pausini

Le nostre iniziative