Frode fiscale da 60 milioni, dieci imprese nel mirino della Guardia di finanza
Secondo la Procura di Avellino l’azienda madre operava nel commercio di prodotti elettronici
AVELLINO Una maxi frode fiscale da 60 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Avellino al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. Dieci le imprese coinvolte, operanti sul territorio nazionale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori. Al centro degli accertamenti c’è una società irpina attiva nel commercio di prodotti elettronici, con attività anche nel Salernitano. L’azienda operava anche per un noto marchio internazionale, risultato però completamente estraneo alla vicenda.
Il sistema ricostruito dalla Guardia di Finanza si sarebbe basato sull’emissione e sull’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e su una rete di società cosiddette “cartiere”, create con il solo scopo di emettere documenti falsi. Attraverso questo meccanismo, secondo gli accertamenti, sarebbe stata sottratta al fisco un’Iva superiore a 7 milioni di euro. La società irpina era già finita al centro di un procedimento.
Nel settembre dello scorso anno era stata infatti destinataria di un sequestro preventivo da 5 milioni di euro. Il provvedimento è stato poi confermato in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel luglio scorso.
L’inchiesta si inserisce nell’attività della Guardia di Finanza e della Procura di Avellino contro le frodi fiscali e, in particolare, contro i meccanismi utilizzati per l’evasione dell’Iva.
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