La Nuova Sardegna

Lusso nei cieli

Olbia, l’aviazione privata vola alto: agosto chiude con un altro primato – Tutti i numeri

di Stefania Puorro
Olbia, l’aviazione privata vola alto: agosto chiude con un altro primato – Tutti i numeri

Il ceo di Eccelsa Aviation Cossu: «Balzo straordinario, decisiva la sinergia con Alghero»

4 MINUTI DI LETTURA





Olbia Quasi 4.800 movimenti di aerei privati ad agosto, con una crescita mai registrata prima: il 20 per cento in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per l’aviazione generale dell’aeroporto «Olbia Costa Smeralda Karim Aga Khan» è stata un’altra stagione da record, l’ennesima e la migliore di sempre. Un primato che si inserisce in un’annata destinata a chiudersi con circa quarantamila passeggeri, confermando la forza della domanda turistica legata alla Costa Smeralda.

«Normalmente – spiega Francesco Cossu, ceo di Eccelsa Aviation – quando si cresce del 3, 4 o 5 per cento è già un buon risultato. Un balzo di queste proporzioni ad agosto è qualcosa di straordinario». Nel mese più intenso dell’estate ci sono state anche giornate con oltre duecento movimenti, fino ai 254 tra il 31 luglio e il primo agosto. In diverse occasioni si è andati oltre quota 170-180, mentre le giornate sotto 150 sono state davvero rare». Una pressione che ha messo alla prova il terminal privato e la macchina organizzativa chiamata a gestire un traffico sempre più intenso e articolato. «Il paradigma è cambiato – osserva ancora Cossu –. Ormai non dobbiamo più fare tantissimi sforzi per portare la gente. Dobbiamo organizzarci meglio per gestire tutta quella che arriva, che è tantissima.

In quest’ottica, la collaborazione con Alghero è diventata sempre più forte durante i picchi della stagione. Ci ha permesso di gestire tutti gli aeroplani senza mandare via nessuno. Abbiamo lavorato meglio noi e hanno lavorato tanto loro». Diversi aerei che non avrebbero trovato spazio a Olbia sono stati infatti fatti sostare nello scalo catalano, per poi tornare a prendere i passeggeri. «Gli equipaggi si fermano così per giorni ad Alghero, soggiornano, consumano e conoscono meglio anche quella parte dell’isola. La Sardegna non è solo Olbia, la Costa Smeralda e la Gallura: è tutta l’isola – rimarca Francesco Cossu –. Una sinergia che consente di distribuire anche altrove una parte della ricaduta economica generata dall’aviazione privata».

A cambiare, nell’estate 2026, è anche il tipo di traffico. Non solo più movimenti, ma aerei sempre più grandi: nel corso della stagione sono arrivati Boeing 747 e 787 e Airbus A340 e A600, capaci di trasportare centinaia di passeggeri ma utilizzati in queste occasioni con numeri molto più contenuti. Tanto che a volte, a bordo, ci sono solo quattro o cinque persone. Sempre più internazionale è anche la clientela: britannici, tedeschi, svizzeri, austriaci e francesi, ma anche passeggeri dal Medio Oriente, dalle Americhe, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e dall’Asia. «Olbia, insomma, è ormai un punto di riferimento per un’aviazione privata che arriva da ogni parte del mondo». Un posizionamento che trova conferma anche nei riconoscimenti internazionali: anche quest’anno Eccelsa Aviation è stata inserita tra le realtà di riferimento del settore, con il riconoscimento «European Excellence for Private Aviation Terminal Operations» assegnato da The European.  Ma la crescita è stata costruita negli anni. «Quando abbiamo aperto questa struttura, nel 2009, qualcuno diceva che fosse troppo grande. Ora forse sta diventando un pochino piccola». Preparare le infrastrutture, selezionare e formare il personale, garantire competenze e professionalità sono gli elementi indispensabili per sostenere l’aumento della domanda senza abbassare il livello dell’offerta.

È in questo scenario che il Ceo di Eccelsa richiama la lezione dell’Aga Khan, «maestro assoluto del modello della Costa Smeralda. Il principe, non si limitò a creare una destinazione turistica, ma impose una visione precisa del suo sviluppo, sintetizzata nella formula “low numbers, high spending”: numeri contenuti e alta capacità di spesa. Quello che ci ha insegnato l’Aga Khan è fare turismo di qualità e la qualità paga sempre. Una filosofia più che attuale anche davanti alla crescita dei flussi. La Sardegna non è un’isola che può accogliere miliardi di persone, forse neanche troppi milioni. Può però accogliere tanta gente, farla stare bene e dare servizi efficienti e qualificati. È lì che dobbiamo continuare a lavorare». Ma se certi numeri sono stati raggiunti è anche grazie alla «Polizia di frontiera, all’Enav, all’Enac, alla Guardia di finanza e all’Agenzia delle Dogane. Una rete di professionalità che diventa decisiva quando i volumi raggiungono i livelli registrati quest’estate». La sfida, adesso, è essere all’altezza di questa crescita. «Noi siamo gli ambasciatori del territorio – conclude Francesco Cossu –. Perché la prima impressione sulla Sardegna si ha spesso proprio nel momento in cui si arriva. Quando i passeggeri vengono accolti bene, si sentono subito a casa. È anche così che si certifica quanto sia bello e accogliente questo posto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Cantieri

Cinque piani per i business travel: a Olbia spunta un nuovo albergo – Ecco dove e come sarà

di Giandomenico Mele
Le nostre iniziative