Tajani: «Meglio sposare una donna poco appariscente, è più affidabile», è polemica
Il vicepremier parla di matrimonio e paragona la stabilità familiare a quella politica. Paita (Iv): «Parole da anni Cinquanta»
Roma Un consiglio al figlio sulla donna da sposare diventa un caso politico. A innescare la polemica sono alcune frasi pronunciate dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ieri, venerdì 18 settembre a Formello, durante Itaca – Viaggio tra le idee, la tre giorni di incontri politici e culturali promossa da Giuseppe Emanuele Cangemi, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio.
Nel corso del suo intervento, il segretario di Forza Italia ha immaginato di dover suggerire al figlio quale donna scegliere per il matrimonio. Da una parte, ha spiegato Tajani, una ragazza molto affascinante ma con una vita sentimentale più movimentata e quindi, nel suo ragionamento, potenzialmente meno fedele. Dall’altra una donna «meno appariscente», ma più seria e affidabile, destinata a essere una buona madre e a mantenere l’impegno assunto con il matrimonio. «A mio figlio dico: scegli la seconda», ha affermato. Nel descriverla, Tajani ha fatto riferimento anche alle «gonne più lunghe» rispetto a quelle dell’altra ragazza.
Il paragone era inserito in un ragionamento politico: il vicepremier ha indicato la seconda figura come esempio di stabilità e affidabilità, caratteristiche che ha poi attribuito all’alleanza di centrodestra.
Le parole hanno però provocato le proteste dell’opposizione. Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, ha contestato l’associazione tra bellezza e infedeltà e ha definito l’intervento una «sortita anni ’50», accusando Tajani di proporre una rappresentazione stereotipata delle donne. La senatrice ha inoltre richiamato un proverbio citato nel film I soliti ignoti di Mario Monicelli e ha definito le dichiarazioni del leader di Forza Italia «imbarazzanti e retrograde».
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