L’Ue toglie Usmanov dalla lista nera delle sanzioni contro la Russia: il ritorno dell’oligarca in Costa Smeralda
Nel 2022 la guardia di finanza mise sotto sequestro i suoi beni di lusso tra cui la villa al Pevero e il megayacht Dilbar. La decisione promossa dalla Francia
Sassari È suggestivo immaginare una villa da 17 milioni di euro, affacciata sul golfo del Pevero, tutta impolverata e con la muffa alle pareti. E infatti probabilmente non è in queste condizioni, ma di fatto è stata sotto sequestro e chiusa per quattro anni. A breve, la villa principale di Alisher Usmanov riaprirà porte e finestre perché l’oligarca russo è stato tolto dalla lista nera dell’Unione europea. E il suo mitico Dilbar, lo yacht più grande al mondo per volume interno, 156 metri di lunghezza, parcheggiato tra i moli di Amburgo e Brema, tornerà nelle acque della Costa Smeralda. Sono i primi effetti dell’esclusione del miliardario amico di Putin a cui erano stati “congelati” i beni di lusso dall’Ue poco dopo l’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina.
A promuovere con forza la causa per riammettere Usmanov nei territori europei senza sanzioni è stata un’alleata impensabile, la Francia. Ma l’esclusione dalla lista nera fa parte di un patto più grande: un do ut des che prevede sull’altro piatto della bilancia la scarcerazione di alcuni detenuti francesi in Azerbaigian, Paese dove il magnate ha grande influenza.
Ha 73 anni e un patrimonio ufficiale valutato attorno ai 14 miliardi di dollari. Alisher Usmanov è anche cittadino uzbeko, ma soprattutto dal 2018 è diventato cittadino onorario di Arzachena, definendo la Sardegna come sua seconda patria ormai da decenni. Grande protagonista delle privatizzazioni in Russia degli anni Novanta, con la Metalloinvest è divenuto il principale estrattore di ferro e produttore di acciaio di tutta la Russia e non solo. Inevitabilmente, tra le persone più ricche del mondo. Ma i suoi affari si sono presto spostati anche in altri ambiti, principalmente nelle telecomunicazioni. E poi la sua grande amicizia con Vladimir Putin, tanto da essere considerato uno dei suoi uomini più vicini e strategici.
Il rapporto tra Usmanov e l’Italia, che pare abbia sostenuto anche ufficialmente la proposta della Francia davanti all’Ue, passa attraverso la Gallura, lì dove sono concentrate le principali proprietà milionarie dell’oligarca russo. Anzi, russo-arzachenese. Nel 2022 la guardia di finanza mise i sigilli agli immobili intestati a suo nome, primo tra tutti la villa sul Pevero. Rifugio dorato, cuore delle grandi proprietà della Costa Smeralda, ritrovo di personalità di spicco, capi di Stato e star della musica e del cinema. Tra i beni sequestrati nell’ambito delle sanzioni alla Russia figurano anche un suv blindato da oltre mezzo milione e il suo Dilbar – valore fra i 600 e i 735 milioni di dollari e un costo annuale di mantenimento di 60 milioni di dollari.
Nel 2020 l’ex governatore Christian Solinas trovò sulla scrivania una lettera firmata proprio dall’oligarca russo-uzbeko-gallurese: «Signor presidente sono grato a te e a tutti i residenti in Sardegna per la calorosa accoglienza che da circa trent’anni ricevo in questa bellissima isola compreso il momento presente. Il mio umile contributo è il minimo che posso fare per chi è colpito dalla pandemia e per chi la combatte altruisticamente in Sardegna». Allegata, una donazione di 500mila euro alla Regione per supportare i programmi di contrasto al covid-19 nell’isola e nella sua Gallura.
Intanto come primo segno di riconoscimento dopo il depennamento dalla lista nera, arriva la notizia della grazia concessa dal presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev a Martin Ryan, un cittadino francese detenuto dal 2023 con l’accusa di spionaggio. Parallelamente, Lussemburgo ha chiesto e ottenuto l’esclusione dalle sanzioni anche per l’altro miliardario russo-ucraino Mikhail Fridman.
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