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Criminalità

Sassari, commerciante-investigatore recupera il borsello rubato – La storia

di Luca Fiori

	Luciano Dedola davanti al suo bar in corso Vico
Luciano Dedola davanti al suo bar in corso Vico

Il furto di notte da parte di due ragazzi, poi le indagini e infine il ritrovamento del maltolto con tutto il contenuto

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Sassari È bastata una piccola indagine parallela, durata due giorni, per ritrovare il borsello rubato a Luciano Dedola, titolare di un bar in corso Vico nel centro di Sassari. Una ricerca condotta attraverso le conoscenze del quartiere, raccogliendo informazioni e seguendo alcune indicazioni tra il centro storico e la zona industriale, fino ad arrivare a un centro di accoglienza di Predda Niedda. Il borsello è stato infine ritrovato davanti alla chiesa delle Monache Cappuccine, con ancora dentro documenti ed effetti personali. E soprattutto le chiavi, quelle di casa, del bar e anche della sede del Gremio dei Sarti, di cui Dedola fa parte da anni.

La storia

La vicenda risale a qualche giorno fa. Sono da poco passate le 23 quando Dedola, 61 anni, titolare del bar omonimo di corso Vico, a due passi dalla stazione ferroviaria, chiude il locale e raggiunge la sua auto, posteggiata a pochi metri. È sufficiente un attimo, mentre apre la portiera e si siede, un uomo apre lo sportello dal lato passeggero e gli strappa il borsello. «È successo tutto in pochi secondi - racconta- mi sono ritrovato senza portafoglio, documenti e chiavi», racconta. Secondo la ricostruzione del commerciante, a entrare in azione sono due giovani. Uno si allontana di corsa, l’altro fugge a bordo di un monopattino. Dedola tenta di seguirli, ma capisce subito che non può raggiungerli. «Ho provato a stargli dietro, ma erano troppo giovani e veloci, gli ho anche urlato che nel borsello non c’era neanche un euro». Quella notte Luciano Dedola decide di restare davanti al bar fino al mattino. La paura è che possano tornare, soprattutto perché nel borsello ci sono anche le chiavi del locale e dell’abitazione. «Quei due li avevo già notati nei giorni precedenti - racconta - restavano sulla panchina di fronte e sembravano osservare quando entravamo e quando uscivamo». Sul posto arriva una Volante.

La denuncia

Il giorno successivo Dedola presenta denuncia ai carabinieri, ma contemporaneamente avvia una ricerca personale per recuperare quanto gli è stato sottratto. È una rete di conoscenze a mettersi in moto. Informazioni raccolte nel quartiere, persone interpellate, indicazioni che conducono progressivamente verso alcune zone del centro. «Abbiamo cominciato a chiedere in giro, perché volevamo almeno recuperare i documenti e le chiavi». La pista porta anche a un centro di accoglienza. Poi, dopo due giorni, il ritrovamento. Il borsello viene lasciato davanti alla chiesa delle Monache Cappuccine e torna nelle mani del proprietario con il suo contenuto. «Ci hanno fatto sapere che il borsello lo avremmo ritrovato lì, alle Monache, e così è stato». Nel frattempo, però, Dedola non ha voluto correre rischi. Ha fatto cambiare la serratura di casa e sostituire i lucchetti del bar, spendendo complessivamente 250 euro. «Non potevo sapere chi avesse le mie chiavi, quindi ho preferito cambiare tutto». Il recupero chiude la vicenda, ma lascia al commerciante un po’ di rabbia. «Per cercare di recuperare il borsello ci siamo esposti. E il rischio era reale - conclude - non sapevamo cosa sarebbe potuto succedere. A chi ha un’attività qui in zona dico: state attenti, la notte non si può più stare tranquilli».

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