Caro carburante, dopo Eni anche Ip mette un tetto ai prezzi: da quando e dove fare rifornimento risparmiando
Dopo l’annuncio del price cap venduti da Enilive arriva l’effetto traino
Dopo Eni, anche Ip interviene sui prezzi dei carburanti e fissa un tetto sulla propria rete. La nuova decisione si inserisce nel solco aperto da Eni, che per prima ha annunciato il price cap sui carburanti venduti da Enilive: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio.
Il meccanismo Eni partirà dal 28 settembre per 30 giorni, con la possibilità di una proroga fino alla fine dell’anno. Basta consultare la mappa interattiva per trovare la stazione di servizio Enilive più vicina.
La novità di Ip arriva dunque dopo la mossa di Eni e apre a un possibile effetto traino nel settore. Per Ip è allo studio anche l’estensione del meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip.
La decisione di Eni era arrivata in un momento di forte pressione sui prezzi. Il taglio delle accise sul gasolio, dal 26 settembre al 5 ottobre, è sceso da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio self service sulla rete stradale è salito a 2,158 euro al litro per la benzina e a 2,357 euro per il gasolio. In autostrada i valori medi sono rispettivamente di 2,252 e 2,439 euro al litro.
Con il price cap, secondo le stime riportate dal Codacons, il risparmio su un pieno potrebbe essere di 11,2 euro per la benzina e 10,4 euro per il gasolio. La misura Eni riguarda una rete di circa 4.000 stazioni di servizio in Italia. Ora, con l’intervento di Ip, il tetto ai prezzi coinvolge un secondo grande operatore.
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