Salone nautico: dal cantiere genovese arrivato a Olbia 25 anni fa alla rinascita dei Tornado Yachts di Adriano Panatta – Le storie
Le aziende dell’isola in mostra in questi giorni al waterfront di Genova tra maxi gommoni, yacht e nuovi marchi
Genova La mezzaluna del golfo di Genova comincia dalla famosa lanterna. Alle spalle della stazione marittima, lo skyline degli edifici colorati e le immancabili finestre pitturate di verde viene spezzato dall’architettura gotica della chiesa di San Teodoro e dal giardino della villa del Principe, cioè l’ammiraglio Andrea Doria. Poi la sopraelevata attraversa da un lato il porto antico e dall’altro i carruggi. Verso levante iniziano le gru e i cantieri dell’area industriale e del waterfront, lì dove in questi giorni più di mille imbarcazioni sono in mostra al Salone nautico. Un percorso che sa di «ritorno a casa» per Giacomo Marino e la moglie Tiziana.
Con il «piccolo» Cantiere navale marino quest’anno compiono «il cinquantesimo anniversario» delle partecipazioni alla fiera genovese. E genovesi sono loro: Giacomo ha fondato il marchio nel 1973 nella sua città ma da 25 anni ha spostato la sede a Olbia. Attestandosi come una delle aziende nautiche che si possono dire già storiche. In mezzo a superyacht e maxi tender, il Cantiere navale marino sostiene che piccolo è bello: specializzato in imbarcazioni ben sotto le categorie extralarge, a Genova mette in mostra due modelli da 6,30 metri e 7 metri, ma soprattutto rigorosamente made in Sardegna. «Mio marito prese il terreno nella zona industriale a Olbia già nel 1980. La passione per l’isola è stata naturale, viene dalle vacanze estive. Poi l’idea di spostarci» perché la famiglia Marino aveva anticipato lo sviluppo del settore che oggi la Sardegna prova a governare. Insieme a padre e madre, lavorano in azienda due dei tre figli. La storia continua eccome.
Anche Novamarine attraversa la storia, in questa sua partecipazione al Salone. Ma arriva da più lontano. Il cantiere olbiese ha presentato al pubblico, nel suo lussuoso stand, il nuovo T40, «l’evoluzione di una legacy». È la prima imbarcazione prodotta dopo l’acquisizione dello storico marchio Tornado Yachts, nato a Fiumicino nel 1968 dal campione di corse off shore Carlo Marchiolo. Brand entrato nella cultura pop con la vittoria di Adriano Panatta cavalcando le onde della Venezia-Montecarlo negli anni ’90. La nuova imbarcazione da 13 metri rispetta la tradizione di linee sportive e design minimal e «a Olbia nascerà “Casa Tornado” – spiega Francesco Pirro, presidente e ad dell’azienda numero uno in Sardegna per fatturato –. Veniamo da Cannes e Monaco, ma Genova è la fiera per eccellenza e abbiamo portato tutta la nostra gamma» per il mercato commerciale e professionale. In attesa del varo del super gommone da 26 metri, il primo al mondo, tra meno di due anni.
La storia di Novaq, invece, è appena iniziata. Ha fatto il suo battesimo al Salone oltre Tirreno. È il nuovo marchio di tender e rib in alluminio di Nss group di Simone Morelli: «Questa è l’evoluzione naturale di un percorso iniziato con l’importazione e la diffusione dei primi gommoni in alluminio sul mercato italiano», spiega lui, che è anche patron della Marina Cala dei Sardi sul golfo di Cugnana. Nel padiglione blu, cioè la grande struttura al coperto che campeggia accanto al pala sport vestito da polo nautico, sono stati mostrati i primi prototipi e anche una selezione di acqua scooter.
G-Tender, altra azienda sarda presente, espone in banchina i suoi gioielli: i gommoni da dieci, dodici e quattordici metri firmati dall’architetto Marco Ciampa. A proposito di storie, quelle di chi ha scommesso sull’isola negli ultimi anni: da Valdettaro a Sacs Marine.
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