La leva del freno nella schiena per tre anni, tredicenne rischia la paralisi: salvato dal chirurgo di Tempio Leonardo Oggiano
Il frammento di 5,5 centimetri era a contatto con un nervo
Roma Per tre anni ha continuato a fare sport e a vivere normalmente, senza sapere che nella schiena aveva un pezzo della sua bicicletta. Quando il dolore alle gambe ha portato alla scoperta, è stato il chirurgo tempiese Leonardo Oggiano a rimuovere la leva del freno: un frammento metallico di 5,5 centimetri arrivato a contatto con una radice nervosa. L’intervento, eseguito al Bambino Gesù di Palidoro, è durato circa tre ore. Il ragazzo, tredicenne, ha recuperato completamente.
Oggiano è uno specialista della chirurgia vertebrale pediatrica. Nato e cresciuto a Tempio, dove frequentava il liceo classico, giocava a basket e suonava il sax nella banda, si era trasferito a Roma a diciotto anni per studiare alla Cattolica, proseguendo la formazione al Gemelli. Già allora aveva alle spalle circa 1.300 interventi ed era stato protagonista di due puntate di Dottori in corsia.
Questa volta il problema non era una deformità della colonna, ma un corpo estraneo rimasto nascosto dopo una caduta in bici avvenuta quando il paziente aveva dieci anni. La leva era penetrata attraverso una piccola ferita al fianco sinistro. Nessun disturbo significativo fino ai tredici anni, quando sono comparsi dolore alla gamba destra e successivamente fastidi a entrambi gli arti inferiori.
Gli accertamenti neurologici non evidenziavano anomalie. È stata una radiografia a individuare l’oggetto; la tac ne ha poi chiarito il percorso e la posizione. La punta si trovava vicino all’apertura tra la terza e la quarta vertebra lombare attraverso cui passa una radice nervosa. Intorno al metallo si era formato un involucro di tessuto fibroso.
La difficoltà era estrarre la leva senza danneggiare il nervo. Oggiano, responsabile di Alta Specializzazione in Chirurgia Vertebrale, ha operato nell’équipe di Ortopedia e Traumatologia guidata da Pier Francesco Costici, attraverso una piccola incisione nella parte posteriore della schiena.
I chirurghi hanno separato progressivamente la radice nervosa dall’oggetto e dalle aderenze, con una procedura chiamata neurolisi. Il monitoraggio neurofisiologico ha consentito di verificarne il funzionamento durante tutte le fasi dell’intervento. La leva è stata estratta integra.
Il tredicenne si è alzato già la mattina seguente ed è stato dimesso dopo pochi giorni. Al controllo non sono state rilevate complicazioni neurologiche o fisiche: una conclusione positiva per una vicenda rimasta silenziosa per tre anni.
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