Al posto delle maschere da strega un costume da santo: il parroco sfida Halloween
Per la sera del 31 ottobre don Giuseppe Sanna organizza una festa alternativa all’oratorio
Cabras La sera di sabato 31 ottobre, a Cabras, l’aureola potrebbe rubare la scena alla zucca, il velo da suora sostituire il cappello da strega e il saio contendere il posto al mantello da vampiro. Niente Halloween, ma Holywin, una festa dedicata alla solennità di Ognissanti che invita bambini, ragazzi e genitori a indossare i panni del proprio santo preferito. L’appuntamento, organizzato dall’oratorio Don Bosco, è in programma alle 17.30 nel salone della chiesa del Sacro Cuore di Gesù.
Per scegliere il costume, stavolta, niente trucchi: basterà sfogliare il calendario. Dietro ogni nome c’è una storia, e scoprirla farà parte del gioco. Perché «dolcetto o scherzetto» va bene, ma le vite dei beati possono essere fonte di ispirazione. La stessa locandina annuncia «una festa per il santo che c’è in te» e mette subito in chiaro lo spirito della serata. Al centro un cuore azzurro con ali e aureola, di lato una galleria di santi illustrati. In basso spunta persino una zucca sorridente, accanto all’esortazione: «Usa la testa! Dì no alla festa delle zucche vuote».
Il riferimento è chiaro, pur senza chiamare in causa direttamente streghe, fantasmi e compagnia. Il parroco, don Giuseppe Sanna, spiega l’originale proposta: «Non vogliamo contrapporci a nessun altro, l’idea è offrire una festa all’insegna della bellezza, della luce, della generosità, dell’altruismo e della vita». Il travestimento può diventare così lo spunto per una piccola ricerca: «Invitando i ragazzi a travestirsi da santi, li incoraggiamo ad approfondire la figura di queste persone, significative per noi non solo dal punto di vista religioso, ma anche sociale e culturale».
Potranno così scoprire che dietro i nomi del calendario ci sono storie che meritano di essere conosciute. «Indosseranno gli abiti di persone che con il loro operato hanno fondato in qualche modo la nostra civiltà», sottolinea don Sanna. Il suo pensiero va a chi ha dedicato la propria esistenza agli altri, trasformando la fede in opere concrete. «Pensiamo alle scuole, agli ospedali, a tutte le realtà che oggi fanno parte del nostro vissuto e che trovano nei santi degli iniziatori e degli ideatori».
La scelta del costume può così diventare un modo per scoprire chi abbia aiutato i poveri, curato gli ammalati o aperto le porte dell’istruzione. I ragazzi avranno l’imbarazzo della scelta. «I santi sono di tutte le età e di tutte le categorie», ricorda il parroco. Per il costume ci si potrà affidare al proprio nome o alla devozione. E almeno per una sera anche mamma e papà potranno sentirsi santi: «L’idea c’era da tempo e l’avevo già proposta, però finora non siamo riusciti a programmarla, perché Ognissanti arriva sempre in un periodo in cui fioccano gli impegni».
Quest’anno il progetto ha trovato le persone giuste per prendere forma: «Ci daranno una mano importante le suore Giuseppine e Suor Marie Corinne sarà il nuovo punto di riferimento dell’oratorio», spiega il sacerdote. Arrivata da poco dall’Argentina, la religiosa porta con sé l’esperienza in una realtà grande e complessa. L’auspicio di Don Giuseppe Sanna è che ci sia un’adesione numerosa: «Cercheremo di coinvolgere anche tutti i ragazzi del catechismo con i loro genitori». Poi invita tutti a riscoprire tutti il valore della propria tradizione: «Siamo tentati di mutuare da altre culture modelli che in realtà non sono nostri. Vorremmo far sentire un fremito di presa di coscienza di quella che è la grandezza anche della nostra cultura».
L’iniziativa è anche un modo per respingere l’immagine di una Chiesa «tetra e buia. I santi hanno offerto una scia luminosa che ci porta a Dio, a contemplare il cielo, ma ci impegna anche a vivere in pienezza la vita di ogni giorno». Sui costumi, invece, per ora non ci sono anticipazioni: l’avviso della festa è appena stato diffuso e i preparativi entreranno nel vivo nei prossimi giorni. Ma il parroco che abito indosserà? «Sarò un po’ tirato da una messa e dall’altra – sorride –, ma sicuramente alla festa ci sarò». Per una sera a prendersi la scena saranno i figuranti santi.
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