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Elettrodomestici, il diritto alla riparazione è in vigore: cosa cambia e i prodotti interessati

Elettrodomestici, il diritto alla riparazione è in vigore: cosa cambia e i prodotti interessati

Il post vendita non sarà più soltanto un servizio accessorio, ma centrale

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Sassari Il diritto alla riparazione apre una nuova fase per il mercato italiano. Con l’entrata in vigore oggi, 22 ottobre, del decreto legislativo n. 176/2026, il post vendita non sarà più soltanto un servizio accessorio: diventerà un elemento sempre più centrale nella relazione tra produttori, importatori, distributori, retailer e consumatori.

Quali prodotti riguarda

L’obbligo si applica a 11 categorie di prodotti regolamentati dall'Ue per requisiti di riparabilità:

  • smartphone
  • tablet e telefoni cordless
  • lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie
  • apparecchi di refrigerazione
  • asciugabiancheria
  • display elettronici
  • aspirapolvere
  • server e sistemi di archiviazione dati
  • mezzi di trasporto che incorporano specifiche batterie

La normativa, che ha validità retroattiva per beni venduti dal 31 luglio, introduce, tra le altre misure, l’estensione una tantum di dodici mesi della responsabilità del venditore, quando il consumatore sceglie la riparazione durante la garanzia legale. Per le categorie di prodotti interessate dalle specifiche europee di riparabilità: viene inoltre previsto l’obbligo di riparazione anche oltre il periodo di responsabilità del venditore, salvo impossibilità tecnica, a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli. Un cambiamento che porta in primo piano la capacità delle imprese di organizzare reti tecniche, ricambi, logistica, informazioni e assistenza al cliente.

Informazioni più accessibili

La normativa punta inoltre a rendere più accessibili informazioni sui servizi di assistenza e ricambi a prezzi ragionevoli. Nel 2027 dovrebbe diventare operativa una piattaforma europea destinata a facilitare l’incontro tra consumatori e riparatori. La Commissione stima che le nuove regole possano generare 4,8 miliardi di euro di crescita e investimenti nell’Ue.

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