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Estorsione

Si filma mentre avvelena la marmellata e ricatta l’azienda: «Datemi 100mila euro o finisce sugli scaffali»

Si filma mentre avvelena la marmellata e ricatta l’azienda: «Datemi 100mila euro o finisce sugli scaffali»

L’uomo è sotto processo. Scattate misure precauzionali. Nel mirino anche un produttore di birra

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Verona Un uomo di 51 anni originario di Trieste è finito a processo a Verona con l’accusa di tentata estorsione nei confronti dell’azienda alimentare Zuegg. Secondo l’accusa, avrebbe preteso 100mila euro per evitare che alcuni vasetti di marmellata contaminati finissero sugli scaffali dei supermercati. La vicenda – come riporta il Corriere della sera – è emersa durante l’udienza del 20 ottobre, quando il rappresentante legale della società, ha ricostruito davanti al giudice le minacce ricevute e le conseguenze per l’azienda.

Le richieste di denaro e il video della contaminazione

Stando alla ricostruzione accusatoria, l’imputato, David Sirca, avrebbe inviato alla società veronese tre email, utilizzando un’identità falsa e chiedendo il pagamento di  100mila euro. Di fronte al rifiuto dell’azienda, sarebbero arrivate altre due comunicazioni, nelle quali l’uomo sosteneva di aver contaminato un vasetto di marmellata in un punto vendita Conad.

A sostegno delle minacce sarebbe stato trasmesso anche un filmato. Nel video si vedrebbe l’uomo acquistare un barattolo, aprirlo, prelevare una parte del prodotto e introdurre al suo interno solfato di tallio, prima di richiuderlo e sigillarlo nuovamente.

La società ha scelto di non pagare e ha segnalato la vicenda ai carabinieri. La notizia della possibile contaminazione ha comunque fatto scattare le misure precauzionali: i vasetti coinvolti sono stati ritirati dal punto vendita interessato. Anche diverse catene della grande distribuzione avrebbero provveduto a ritirare i prodotti Zuegg, con ripercussioni economiche per l’azienda.

Nel mirino anche un produttore di birra

Le contestazioni non riguarderebbero soltanto la società veronese. Pochi giorni dopo, l’uomo avrebbe preso di mira anche la Martinelli, azienda con sede a Villafranca, inviando tre email nelle quali affermava di aver iniettato del topicida in alcune bottiglie di birra presenti in un negozio della catena. Anche in questo caso, secondo quanto riferito nelle comunicazioni, la minaccia sarebbe stata accompagnata da una richiesta economica: 30mila euro per evitare ulteriori contaminazioni. Le email sono state segnalate alle forze dell’ordine.

Le indagini partite da Trieste

Le investigazioni sarebbero iniziate nel territorio triestino, dove la titolare di un maneggio aveva ricevuto messaggi contenenti minacce rivolte ai suoi cavalli, che il mittente diceva di voler avvelenare in assenza di un pagamento. Gli accertamenti avrebbero permesso agli investigatori di risalire alla rete privata virtuale (VPN) utilizzata dall’uomo e di collegare a lui anche le comunicazioni indirizzate alle due aziende del Veronese. Il procedimento giudiziario è ancora in corso. Le accuse dovranno quindi essere valutate nell’ambito del processo.

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