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X Factor, l’emozione dei genitori dei Mad Dog: «Sono i nostri idoli, la nostalgia? Gli abbiamo dato salsicce e formaggi»

di Francesco Zizi
X Factor, l’emozione dei genitori dei Mad Dog: «Sono i nostri idoli, la nostalgia? Gli abbiamo dato salsicce e formaggi»

Le mamme e i papà dei quattro rocker sassaresi: «Che orgoglio vederli in televisione»

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Sassari Le famiglie degli altri cantanti si sono presentate con striscioni stampati e gadget preconfezionati. Roba da ufficio marketing. I genitori dei Mad Dog con l’artiglieria pesante: cartelloni disegnati dai bambini della scuola primaria dove insegna Grazia Niedda, la mamma del bassista Davide Dore. Pennarelli contro tipografia, e si sa chi vince. La rock band dei quattro giovani sassaresi ha superato il primo live di X Factor, incassando gli applausi del pubblico e della coach Paola Iezzi che ha assegnato loro, per il primo vero scoglio del percorso in trasmissione, “Club foot” dei Kasabian.

Ma per ogni band che si rispetti ci sono dei fan pronti a tutto per sostenere i propri idoli: i genitori. Che giovedì scorso hanno fatto le valige e da Sassari sono volati a Milano per sostenere i propri beniamini, nella prima puntata dal vivo. La loro base operativa? Il gruppo Whatsapp chiamato “Genitori Mad Dog”. L’attività principale? «Ci emozioniamo».

Ricapitolando, sul palco ci sono: Renato Marchisio (17 anni, voce e chitarra), Luca Pintus (21 anni, chitarra), Davide Dore (18 anni, basso), Jacopo Sale (21 anni, batteria). In platea (e sul divano): lo staff che li ha cresciuti, nutriti e sopportati quando le camerette si trasformavano in sala prove. E che da quando i loro figli sono dentro “la casa di XFactor”, dove provano per la puntata successiva e sono isolati dal mondo esterno senza telefoni, provano «tantissima nostalgia, anzi “umbè” di nostalgia per dirla in dialetto» confessano Sabrina Porqueddu e Andrea Marchisio, genitori del cantante. «Viviamo un po’ in una bolla anche noi, siamo tanto meravigliati e anche tanto grati», raccontano. «Hanno ricevuto una valanga di affetto da tutta la città e dai tantissimi commenti sui social», anche se, e non gli si può dar torto, «oltre la bravura tecnica dei ragazzi, c’è anche tanto carisma». Il papà Andrea, anche lui in platea giovedì e “beatlesiano” di ferro racconta che la passione di Renato è nata mentre «strimpellava su un’applicazione dell’iPad, poi è arrivata la batteria, qualche lezione di basso, e infine la chitarra e la voce da autodidatta». «Quando li abbiamo visti salire sul palco? È stato veramente incredibile, e abbiamo esultato in maniera smodata». Paura degli squali della tv? Macché: «La produzione è attentissima, ci tengono sempre aggiornati». Il vero nemico è la nostalgia. L’antidoto è arrivato per posta: magliette con un incoraggiamento che ogni sassarese conosce, «Fallu du».

La mamma di Luca Pintus, il chitarrista, si è dovuta scontrare con il limite degli accompagnatori per ogni artista, infatti «ho guardato la puntata in tv, sul divano di casa» racconta Giusy Ara. Gli accrediti se li sono aggiudicati il marito Mario e l’altro figlio, «ma per la prossima puntata mi sono già prenotata io (ride, ndr)». «Sono giovani, ma stanno vivendo il momento nel modo giusto, contenti e con grande determinazione» racconta. E pensare che la carriera di Luca è iniziata con un mezzo rapimento: «L’ho preso per l’orecchio e portato all’oratorio, lì ha iniziato i primi passi con la musica» rivela. Poi i primi gruppi e la folgorazione con la chiamata dei Mad Dog. «Ora si divide tra il Conservatorio e il corso di Beni culturali all’Università», perché, chiarisce, oltre la musica «deve esserci una piano B».

E chi invece XFactor lo ha sempre sognato è Jacopo Sale, il talentuoso batterista della band. «Per noi è una felicità enorme – raccontano il padre Giuseppe e la madre Rossella Murrali –, anche perché in casa guardavamo il programma da quando era in Rai, e lui, piccolo ci diceva “io un giorno salirò su quel palco”». Detto fatto. «E quando scriveva la letterina per Babbo Natale il desiderio era sempre quello: la batteria. Ha avuto le idee molto chiare sin da subito sul suo percorso». Per Jacopo la musica «è sempre stata la priorità, il piano B, anche per lui, è l’Università con il corso di Lettere moderne». Da piccolo i pezzi della batteria erano i cuscini e i mestoli le bacchette, «e si metteva a suonare». I suoi idoli? Travis Barker e ultimamente Tullio De Piscopo. «Noi gli abbiamo detto una cosa: abbiamo tantissima fiducia in te, l’abbiamo sempre assecondato. E poi guardarlo giovedì su quel palco, vicinissimo a noi dopo dieci giorni che non lo vedevamo è stato stupendo. L’esibizione è stata una botta di adrenalina che mi ha fatto dimenticare di ascoltare il giudizio dei giudici (ride, ndr)».

E l’ansia? «Beh c’è anche per noi genitori» ammettono Luca Dore e Grazia Niedda, i genitori del bassista Davide. «Andare in televisione è una di quelle cose che non capitano spesso, per questo devono viverla serenamente, anche perché quando si spegneranno le luci e le coreografie di quel mega palco dovranno prendere una strada» dice papà Luca. La sua strategia educativa è stata lasciare i figli liberi di razziare la collezione di dischi. La serata di giovedì? «Incredibile e surreale, anche se in teatro è tutto più piccolo, in tv è decisamente meglio». L’abbraccio ai figli? Negato «ormai sono delle superstar». In compenso, da sardi doc, i genitori dei Mad Dog sono riusciti a lasciargli un cesto con salsicce, formaggio, pane carasau e soprattutto, «i biscotti preferiti da Renato». 

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