Una discarica di rifiuti e amianto grande quanto due campi di calcio: la scoperta choc in una zona protetta
Sequestrato dal Noe un terreno di 15mila metri accanto alla pineta di Platamona: era stato affittato a una famiglia rom
Sassari Carcasse di automobili, elettrodomestici, montagne di rottami, vecchi pneumatici, mobili e materiali di ogni genere. E persino onduline contenenti amianto. Una distesa di rifiuti grande quanto due campi di calcio, a pochi passi dalla pineta di Platamona. È la discarica abusiva scoperta dai carabinieri del Noe, Nucleo operativo ecologico di Sassari, che ieri 23 ottobre hanno messo sotto sequestro un terreno privato di 15mila metri quadrati in località Serra Longa, nelle campagne di Sorso. L'operazione è il risultato di una serie di controlli condotti dai militari per contrastare gli abusi ambientali e tutelare il territorio. Quello che si sono trovati davanti è un enorme accumulo di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, ammassati senza alcun criterio. Un ammasso caotico di materiali, con lastre di cemento, mattoni frantumati e sacchi neri accatastati gli uni sugli altri. In alcuni punti, i detriti formano vere e proprie montagne di macerie.
Tra i materiali abbandonati ci sono apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, abiti usati, carcasse di vetture, grandi quantità di ferro, carta, cartone, plastica e vetro. E poi cumuli di calcinacci e detriti provenienti da demolizioni e ristrutturazioni edilizie. Particolarmente preoccupante la presenza di onduline contenenti amianto, un materiale che richiede particolari precauzioni per la rimozione e lo smaltimento.
Il terreno si trova in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, proprio per la vicinanza alla pineta di Platamona. Un'area di pregio ambientale trasformata, almeno in parte, in un deposito incontrollato di rifiuti.
Secondo quanto emerso, la proprietà era stata concessa in affitto a una famiglia rom proveniente dall'ex campo nomadi di Piandanna, a Sassari. Alcuni componenti del nucleo familiare, in passato, sarebbero stati sottoposti a misure restrittive. Resta da chiarire chi abbia materialmente depositato i rifiuti e da quanto tempo il terreno venisse utilizzato in questo modo. Sull'operazione, per il momento, vige il massimo riserbo. Non è stato possibile ottenere ulteriori dettagli dai carabinieri del Noe, perché le indagini sono ancora in corso. L'intera vicenda è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire le responsabilità e stabilire la provenienza dei materiali abbandonati.
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