«O paghi o chiamiamo la polizia»: incubo al gate per una famiglia italiana con due bambini
Chiesto un supplemento per un bagaglio a mano considerato non conforme: «Invece era in regola. Ho dato i soldi perché i miei figli piangevano»
Roma Un normale viaggio di ritorno si è trasformato in un'esperienza ad alta tensione all'aeroporto di Tenerife Sud per una famiglia italiana — composta da marito, moglie e due figli di 2 e 4 anni — diretta a Roma Fiumicino. Al centro della vicenda, raccontata da Gianluca S. a Open, c'è una contestazione al gate per un bagaglio a mano e una richiesta di pagamento extra con toni minacciosi.
La denuncia
Tutto accade domenica 25 ottobre, poco prima dell'imbarco sul volo W46036 operato da Wizz Air. La famiglia ha già superato i controlli di sicurezza quando un addetto della società di handling esterna blocca Gianluca, sostenendo che uno dei trolley non sia conforme. Secondo quanto ricostruito dal passeggero, il personale si sarebbe rifiutato di effettuare una verifica pratica inserendo la valigia nell'apposito misuratore, negando spiegazioni e ostacolando il dialogo anche a causa della barriera linguistica. Di fronte alle insistenze dell'uomo, che chiedeva di poter parlare con un supervisore, la situazione sarebbe degenerata: «O paghi o chiamiamo la polizia», si sarebbe sentito ripetere, accusandolo inoltre di avere un atteggiamento aggressivo e minacciando di lasciare a terra l'intera famiglia.
Il pagamento e la paura per i bambini
Con i piccoli in lacrime e la moglie scossa, Gianluca ha infine scelto di cedere: «Se fossi stato da solo avrei chiamato la polizia, ma in quel momento non me la sono sentita di prolungare la discussione. Ho pagato perché era l'unica soluzione», spiega a Open. L'uomo ha sborsato 73 euro (diventati poi 75 sullo scontrino), ricevendo una ricevuta con una scritta a penna ma nessuna spiegazione formale o fattura dettagliata del supplemento.
La questione dei bagagli
La famiglia viaggiava con quattro piccoli bagagli personali (uno per passeggero, inclusi i bimbi) e un trolley aggiuntivo legato al servizio WIZZ Priority acquistato in precedenza. Il bagaglio contestato al gate era proprio uno di quelli destinati ad essere posizionati sotto il sedile. Una volta a bordo, Gianluca ha fotografato la valigia esattamente sotto la poltrona per dimostrarne la conformità, intenzionato a portare la questione nelle sedi legali per tutelare i propri diritti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
