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Crac Ueno Bank, conti bloccati per tre milioni di clienti: si dimette il presidente del Paraguay

Crac Ueno Bank, conti bloccati per tre milioni di clienti: si dimette il presidente del Paraguay

Peña era stato azionista della banca fino al marzo 2025. Otto dirigenti arrestati, preoccupazione per i fondi destinati alle pensioni

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Asunción Tre milioni di clienti senza accesso al proprio denaro e fondi previdenziali coinvolti nella crisi: la liquidazione di Ueno Bank ha aperto in Paraguay un’emergenza bancaria diventata anche politica. Ieri, giovedì 5 novembre, il presidente Santiago Peña, azionista dell’istituto fino al marzo 2025, ha annunciato le dimissioni. Il vicepresidente Pedro Alliana ha assunto la guida del Paese ad interim.

La preoccupazione immediata riguarda i risparmi e il pagamento delle pensioni. La banca gestiva 850 milioni di dollari di fondi pubblici, dei quali 380 milioni dell’Istituto di previdenza sociale, riconducibili a 32mila pensionati. Il Fondo di garanzia nazionale dovrebbe tutelare il 97% dei correntisti: una copertura riferita alla platea dei clienti, non alla stessa percentuale delle somme depositate.

La chiusura è scattata martedì 3 novembre, quando la Banca centrale ha avviato la liquidazione, fermando l’attività delle filiali e bloccando prelievi, bonifici e depositi. Molti clienti hanno cercato invano risposte agli sportelli, per poi manifestare in strada.

All’origine del provvedimento ci sono il deterioramento degli indicatori di solvibilità e le irregolarità rilevate dalla vigilanza nei finanziamenti a società legate ai proprietari della banca, riconducibile al Gruppo Vázquez. Secondo gli accertamenti, i prestiti superavano i limiti previsti dalla legge. Otto dirigenti sono stati arrestati.

Sul piano politico, il Congresso aveva avviato contro Peña un procedimento di impeachment per conflitto d’interessi, sostenuto anche dal suo Partido Colorado e poi approvato all’unanimità. È stata aperta inoltre un’inchiesta giudiziaria. Nel videomessaggio diffuso su X, Peña si è scusato con i cittadini, senza assumersi la responsabilità della crisi bancaria.

Ha lasciato l’incarico anche il presidente della Banca centrale Carlos Carvallo, già alla guida di Ueno Bank e nominato da Peña nel 2023.

Il caso colpisce un Paese che negli ultimi anni aveva richiamato investimenti stranieri grazie alla stabilità macroeconomica, a condizioni favorevoli alle imprese e a una tassazione spesso non superiore al 10%. Ora la priorità è la sorte del denaro rimasto bloccato nell’istituto.

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