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Il rinnovo contrattuale

Dipendenti pubblici, in arrivo aumenti in busta paga ed arretrati: a quanto ammontano e a chi spettano

Dipendenti pubblici, in arrivo aumenti in busta paga ed arretrati: a quanto ammontano e a chi spettano

Gli importi dovrebbero essere accreditati già nelle prossime settimane

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Sassari Aumenti medi di 141 euro lordi al mese e arretrati per circa 1.136 euro. Sono le principali novità previste dal rinnovo del contratto collettivo nazionale delle Funzioni Locali 2025-2027, sottoscritto definitivamente il 28 ottobre 2026. Come riporta Brocardi.it, l'accordo interessa oltre 403mila lavoratori tra dipendenti di Comuni, Regioni, Province, Camere di commercio e altri enti locali. Si tratta, cioè, degli impiegati dell’anagrafe, dei vigili urbani, del personale degli uffici tecnici, dei servizi sociali comunali e di chi fa funzionare la macchina amministrativa più vicina ai cittadini.

Cosa prevede il rinnovo contrattuale

Il rinnovo contrattuale, firmato presso la sede dell'ARAN dopo la certificazione della Corte dei Conti, prevede un incremento medio del 5,7% del monte salari 2023, pari a circa 141 euro lordi mensili da calcolare su tredici mensilità, quindi compresa la tredicesima.  Agli aumenti si aggiungono gli arretrati maturati nel periodo di riferimento, stimati mediamente in 1.136 euro lordi per dipendente. Le somme effettivamente riconosciute potranno variare in base all'area professionale, alla posizione economica e alla situazione contrattuale del singolo lavoratore. Si tratta dunque di valori medi. Gli importi indicati sono al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali.

Quando arrivano gli aumenti in busta paga

Secondo quanto riferito dal presidente dell'ARAN, Antonio Naddeo, i nuovi importi dovrebbero comparire nelle buste paga già nelle prossime settimane. Non è prevista, tuttavia, una data unica per tutti: i tempi dipenderanno dalle procedure di aggiornamento dei sistemi stipendiali delle singole amministrazioni. Dal 1° luglio 2027 è inoltre previsto un ulteriore adeguamento attraverso l'incremento dell'indennità di comparto, la voce fissa che accompagna lo stipendio base di questi lavoratori.

Le altre novità del contratto

Il nuovo accordo non si limita agli aspetti retributivi, ma interviene anche sull'organizzazione del lavoro, sul welfare e sull'innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione. Tra i temi affrontati figura l'introduzione dell'intelligenza artificiale negli uffici pubblici, con l'obiettivo di accompagnare la trasformazione digitale delle amministrazioni. Sono previste inoltre misure per rafforzare le tutele sociali e le risorse destinate alla contrattazione integrativa. Soddisfazione per la conclusione dell'accordo è stata espressa anche dalla Conferenza delle Regioni. Marco Alparone, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, ha evidenziato l'importanza del rinnovo per la modernizzazione delle amministrazioni e la valorizzazione del personale.

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