Frutta, verdura e carne sempre più care: quanto pesa sulle famiglie il carrello della spesa – Tutti i numeri
A incidere sui rincari è soprattutto il caro energia che pesa sull’intera filiera
Fare la spesa costa sempre di più e le famiglie si trovano a fare i conti con prezzi in continua crescita, soprattutto per i prodotti freschi. Come emerge dall'analisi pubblicata da QuiFinanza, a ottobre 2026 i prezzi degli alimenti non trasformati in Italia hanno registrato un aumento del 7,5% rispetto allo stesso mese del 2025, accelerando rispetto al +5,5% di settembre. Aumenta anche il costo complessivo del carrello della spesa, passato da una crescita dell'1,5% al 2,5%. A incidere sui rincari è soprattutto il caro energia: carburanti, elettricità e riscaldamento, diventati più costosi di circa il 20% rispetto all’anno corso, pesano sull'intera filiera, dalla produzione al trasporto fino alla conservazione dei prodotti freschi, che è particolarmente esposto. Il risultato è un aumento dei prezzi che si riflette direttamente sulle tasche dei consumatori, già alle prese con un potere d'acquisto ridotto. Senza contare il fatto che i maggiori costi rendono più difficile per le aziende innovare e investire.
Gli italiani spendono di più ma comprano meno
La pressione sui bilanci familiari trova conferma anche nei dati Istat sulle vendite al dettaglio di settembre 2026. Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, le vendite alimentari sono cresciute dell'1,7% in valore, ma sono diminuite dello 0,1% in volume. In sostanza, gli italiani spendono di più pur acquistando una quantità leggermente inferiore di prodotti. Un andamento che conferma le difficoltà dei consumi: a settembre, infatti, le vendite complessive sono aumentate dell'1,6% in valore su base annua, mentre i volumi hanno registrato una flessione dello 0,1%.
Il fenomeno riguarda anche i beni non alimentari, con vendite in aumento dell’1,5% in valore e in calo dello 0,2% in volume. Il bilancio del terzo trimestre è persino peggiore: rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,3% in valore e dello 0,5% in volume.
Commercio tradizionale in difficoltà, cresce l'online
A cambiare sono anche le abitudini di acquisto. A settembre 2026 le vendite online sono aumentate dell'8,5% in valore e del 7,1% in volume rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Continua invece la difficoltà dei piccoli negozi. Confesercenti segnala che nei primi nove mesi del 2026 le piccole superfici hanno perso lo 0,8% dei volumi di vendita, con una flessione dell'1,2% nel solo mese di settembre. La grande distribuzione ha mostrato una maggiore tenuta, registrando nello stesso periodo un incremento dei volumi dello 0,6%.
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