«Visite mediche da prenotare? Tranquilli, chiamo io il Cup per voi» – ecco l’idea di una sassarese
Serena Fresi, 29enne di Sassari, in campo contro le lunghe attese: «Passo le giornate a cercare le soluzioni più rapide sul portale regionale»
Sassari È tutta una questione di «fortuna e costanza», dice. Lei mette a disposizione la pazienza, più volte al giorno entra ed esce dal portale online del Cup regionale per conto di altre persone. E ogni volta è una lotteria: «Capita che ti colleghi a un certo orario e non c’è alcuna visita disponibile poi ti colleghi due minuti dopo e invece la trovi».
Il Cup che chiama te
L’idea di Serena Fresi, 29 anni, di Sassari, è unica nell’isola, in Italia e forse anche oltre. La sua originale attività si chiama “Il cup che chiama te” e promette di risolvere le giornate e far distendere i nervi di chi si attacca al cellulare o al sito web del Centro unico di prenotazione regionale senza risultati. Tipo: «Un paziente aspettava di sottoporsi a una moc (l’esame diagnostico di densitometria ossea, ndr) e l’unica disponibilità nell’isola era a ottobre 2026. La sua impegnativa risaliva addirittura a novembre 2024». L’uomo ha contattato Serena poco più di un mese fa, lei si è collegata e ha fatto ricerche su ricerche fino a quando «la sera stessa siamo riusciti ad anticipare il suo controllo: nuovo appuntamento fissato due giorni dopo».
Un’idea unica
Messa così, il servizio di Serena, a pagamento, ha del provvidenziale. È una pezza all’ennesimo cortocircuito del sistema sanitario sardo, e mette in luce le contraddizioni del valzer di prenotazioni che taglia fuori chi non può o non ha tempo per trovare la soluzione migliore. Per i più non ci sono molte alternative: chiamano il centralino o compilano le caselle del Cup web della Regione e finiscono per accettare appuntamenti dall’altro lato dell’isola o molti mesi più tardi. In caso contrario, tocca doversi rivolgere agli studi privati, che abbattono tempi e tragitti in cambio di costi molto più elevati di un semplice ticket in ospedale. Serena, di professione psicologa junior, si occupa di riabilitazione con bambini e adolescenti con disturbi dell’apprendimento, lo ha provato in prima persona. «L’estate scorsa in casa abbiamo avuto necessità di fare alcune visite prescritte con l’impegnativa del medico – racconta Fresi –. E tutte ci venivano assegnate a mesi di distanza o un anno dopo. Ho provato e riprovato fino a quando sono riuscita ad anticipare di alcuni mesi le varie visite. Da lì ho pensato “chissà quante persone si fermano alla semplice chiamata o dopo un primo tentativo nel portale abbandonano e si rivolgono al privato”. Perciò l’ho pensato così: un servizio che prende in carico le impegnative e cerca le visite migliori facendo ricerche giornaliere al posto di altre persone».
Come e perché
Assistita da avvocato e commercialista, Serena ha creato un modulo online a cui è possibile accedere – è così che si usufruisce del servizio –, inserire i propri dati e dunque caricare una foto dell’impegnativa («la ricetta bianca dematerializzata»). In pochissimo tempo sono già arrivate quaranta richieste. Persone anziane in cerca d’aiuto e con poca dimestichezza con il web, persone di mezza età, magari figli che assistono i genitori, e anche ragazzi che per tagliare la testa al toro pagano pochi euro e si assicurano di non dover aspettare mesi e mesi. Il fai da te allargato funziona. Nei profili instagram https://www.instagram.com/ilcupchechiamate/ e facebook di “Il cup che chiama te” spiega anche il motivo per il quale si tratta di una vera e propria attività: chi si rivolge per la prima volta a Serena e al suo piccolo team paga il servizio sei euro. «Finanziamo i nostri piccoli investimenti, come i bigliettini da visita o come un cellulare per prendere in carico i servizi richiesti, in autonomia. Lavoriamo, ogni giorno, sette giorni su sette». Bisogna ingegnarsi e calcolare tutte le varianti. «Posso fare una ricerca ora e non trovare disponibilità, ma se entro tra due minuti, per la stessa visita, magari la trovo. Vanno e vengono in ogni momento perché può succede di tutto: che si aprano nuove agende, o che qualcuno disdica una visita e quindi si liberi il posto, o nel frattempo qualcuno prenota al telefono e blocca la disponibilità fino a quel momento, o ancora gli ospedali stessi che annullano le visite». C’erano una volta i topi di biblioteca, qui siamo ai topi dei motori di ricerca.
