Pittore, professore, una vita dedicata all’arte e alla cultura: chi era Giovanni Fiora
Commozione per la scomparsa improvvisa del “maestro” fondatore dell’Associazione Giuseppe Biasi, morto durante un pranzo nella sede di Caniga
Sassari Una predisposizione naturale all’altruismo e un amore per l’arte che da sempre sentiva il bisogno di trasmettere alle persone.
Per questo Giovanni Fiora, il pittore sassarese di 77 anni morto nel pomeriggio di oggi venerdì 30 gennaio per un infarto, aveva passato gran parte della propria vita a insegnare disegno all’istituto d’arte. Ma sono tantissimi gli allievi che hanno potuto imparare da lui i segreti della pittura.
Nel 1996, insieme a un gruppo di artisti ed intellettuali, la realizzazione di un sogno. Fu in quell’anno infatti che Fiora fondò a Sassari il Centro d’arte e cultura “Giuseppe Biasi” di cui era ancora oggi presidente. Un’associazione senza fini di lucro che si è sempre occupata di divulgare le opere del maestro Giuseppe Biasi, onorandone la memoria anche attraverso la diffusione degli ideali che hanno ispirato la sua produzione artistica.
Generoso e sempre attento ai bisogni delle persone in difficoltà, Giovanni Fiora spesso organizzava delle giornate di beneficenza. Raccolte di generi alimentari o beni di prima necessità da distribuire a famiglie e persone sole.
Così come oggi. Nel primo giorno di tesseramento per il 2026 all’associazione che si trova in via Padre Luca, a Caniga, era stato organizzato un buffet sociale con annessa raccolta di viveri per i bisognosi nell’ambito di un progetto voluto proprio dal presidente e dagli altri soci: “Dacci la mano che ti diamo una mano”.
Il maestro Fiora donava anche le sue opere. Nel 2018, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della guardia di finanza, ha voluto omaggiare la caserma con una sua tela di grandi dimensioni, un dipinto che esaltava il valore della patria e il senso dello Stato e delle istituzioni. Stessa cosa aveva fatto in questura e anche alla Brigata Sassari. Alla chiesa di Sant’Antonio Abate donò invece un grande ritratto della Beata Maria Antonia de Paz y Figueroa.
«Oggi perdiamo una grande persona, il pilastro di questa associazione – hanno detto amici e soci del centro “Biasi” – un uomo che non si risparmiava e che con le sue idee, l’entusiasmo e la voglia di fare ha prima creato questa realtà e l’ha poi fatta crescere negli anni». Fino a farla diventare un’eccellenza per Sassari.
