Operazione “Leonte”: la Brigata Sassari torna in Libano
I Dimonios assumeranno il comando del contingente italiano
Sassari Sarà ancora una volta la Brigata “Sassari” a guidare il contingente italiano nel Sud del Libano. Ai primi di marzo i “Dimonios” assumeranno il comando del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil, la forza multinazionale delle Nazioni Unite schierata lungo la “blue line”, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele.
Il dispiegamento della “Sassari”, iniziato ai primi di febbraio con la partenza di una prima aliquota di militari dall’aeroporto di Alghero, si concluderà entro la prima decade di marzo. E ieri, venerdì 27 febbraio, in tarda serata dallo scalo civile catalano ci sono state le altre partenze dei “Sassarini”.
A marzo i “Dimonios” guideranno l’operazione “Leonte” nel Sud del Paese. La missione ha il compito di vigilare sull’attuazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, approvata l’11 agosto 2006 al termine del conflitto tra Israele e Hezbollah, con l’obiettivo di contribuire alla stabilità dell’area e alla sicurezza delle comunità locali.
Al comando dell’operazione sarà il generale Andrea Fraticelli comandante della Brigata Sassari, che guiderà un contingente di circa 2.800 caschi blu di Unifil. Di questi, mille sono militari italiani e oltre 500 appartengono alla Brigata Sassari. I reparti coinvolti sono quelli del Comando Brigata, il 152° Reggimento fanteria Sassari, il Reggimento logistico Sassari, il 5° Reggimento genio guastatori e il 45° Reparto Comando e Supporti Tattici Reggio.
Per la “Sassari” si tratta della quarta missione nel "Paese dei cedri", dopo i mandati portati a compimento nelle missioni del 2016, del 2020-2021 e del 2024-2025. L’ultimo mandato della Brigata Sassari si era svolto in un contesto particolarmente delicato, segnato dall’escalation del conflitto tra le Forze di difesa israeliane e le milizie di Hezbollah e dal cessate il fuoco entrato in vigore a fine novembre 2024, che aveva consentito un parziale rientro dei civili alle proprie terre e abitazioni.
Nel corso degli anni la Brigata ha consolidato in Libano un patrimonio di esperienza operativa e una profonda conoscenza del territorio, oltre a rapporti stretti con le autorità e la popolazione locale, elementi centrali per l’efficacia della missione. E’ anche e soprattutto per queste valutazioni - unite ad altre che mettono in rilievo le qualità e la professionalità dei “Sassarini” – che è maturata la scelta di affidare alla Brigata la guida del contingente italiano nella nuova missione in Libano.
