Sassari, bambini con autismo maltrattati, la frase choc dell’istruttrice: «Gli ho dato sculaccioni così forti che mi si è attivato il contapassi»
Mercoledì 11 marzo interrogatorio di garanzia per le cinque indagate
Sassari «Gli ho dato degli sculaccioni così forti che mi si è attivato il contapassi». È una delle frasi choc riportate nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che ha portato - il 5 marzo scorso - al sequestro della porzione “Cometa” della comunità per minori disabili all’interno del Rifugio Gesù Bambino di Sassari, finito al centro dell’inchiesta della magistratura .
Un dettaglio agghiacciante che emerge dagli atti e che racconta uno degli episodi contestati dagli investigatori della squadra mobile. Secondo quanto ricostruito nell’indagine coordinata dal pubblico ministero Ermanno Cattaneo, in un’occasione avvenuta nel 2024 una delle istruttrici finite nel registro degli indagati si sarebbe avvicinata a un bambino affetto da autismo grave, che stava giocando con un triciclo nel cortile della struttura. Senza dire una parola, lo avrebbe afferrato per il braccio e sculacciato più volte con forza. Subito dopo, sempre secondo quanto riporta l’ordinanza, l’educatrice si sarebbe vantata del gesto con altre persone presenti, raccontando di aver colpito il bambino con tanta energia da far attivare il contapassi dello smart watch che portava al polso.
Nello stesso provvedimento viene descritto un altro episodio che avrebbe coinvolto lo stesso minore. Sempre nel 2024, la donna gli avrebbe dato una sberla colpendolo alla bocca. Sono solo alcuni dei passaggi contenuti nell’ordinanza del gip del tribunale di Sassari, Giuseppe Grotteria, che nei giorni scorsi ha disposto la misura cautelare della sospensione nei confronti di quattro operatrici della struttura, mentre una quinta deve rispondere di abuso dei mezzi di correzione. Secondo gli inquirenti, i comportamenti contestati avrebbero imposto ai ragazzi ospitati un regime di vita oppressivo e prevaricatorio, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di persone minori d’età.
L’indagine, condotta dagli investigatori della squadra Mobile, era partita dopo alcune segnalazioni. Gli agenti avevano avviato una lunga attività investigativa, installando telecamere all’interno della struttura. Le registrazioni raccolte avrebbero consentito agli investigatori di acquisire elementi ritenuti rilevanti dalla magistratura.
Mercoledì mattina le cinque indagate compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Nel mentre i genitori dei bambini dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia del Rifugio Gesù Bambino fanno sapere che la notizia non riguarda e non coinvolge il nido e la scuola dell’infanzia. «Cogliamo l’occasione - dicono i genitori - per rivolgere la nostra gratitudine e confermare fiducia e affetto per le nostre maestre ed educatrici, e spendere queste parole affinché nessun equivoco possa danneggiare la loro reputazione personale e professionale e provocare loro turbamento, per noi sono parte della famiglia».
