Ragazza segregata in casa a Sassari, il suo ex rimane in cella: respinta la richiesta di scarcerazione – La decisione
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a una lunga serie di maltrattamenti e violenze
Sassari Resta in carcere il 34enne sassarese accusato di aver segregato e torturato la compagna per alcuni giorni. Il tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Massimo Zaniboni, ha respinto l’istanza presentata dalla difesa e ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per l’uomo, detenuto a Bancali.
Il collegio ha quindi ritenuto sussistenti le esigenze cautelari e il quadro indiziario che aveva portato all’arresto dell’uomo dopo la denuncia della compagna di 23 anni. La decisione arriva mentre l’inchiesta della Procura della Repubblica prosegue con un passaggio decisivo.
Per mercoledì 11 marzo è stato fissato infatti l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari. L’incidente probatorio è stato richiesto dai pubblici ministeri Ermanno Cattaneo ed Elisa Succu con l’obiettivo di cristallizzare il racconto della vittima e acquisirlo come prova nel processo.
Secondo l’impianto accusatorio delineato dalla Procura, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a una lunga serie di maltrattamenti e violenze tra ottobre 2025 e il 7 febbraio scorso. In particolare il 34enne è accusato di averla umiliata, insultata e picchiata ripetutamente, arrivando a sputarle addosso, a lanciarle contro oggetti come piatti, bicchieri e sedie e a distruggerle più telefoni cellulari per impedirle di contattare la famiglia.
L’episodio più grave, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, riguarda il periodo compreso tra il 27 gennaio e il 7 febbraio, quando la giovane sarebbe stata di fatto segregata nell’abitazione condivisa con il compagno. La ragazza avrebbe tentato più volte di uscire ma l’uomo, secondo l’accusa, avrebbe distrutto i suoi vestiti e i suoi zaini e modificato le serrature della porta per impedirle di lasciare la casa. Il quadro investigativo descrive un clima di violenza quotidiana. L’uomo, secondo la denuncia, le avrebbe spento sigarette sul corpo e rovesciato addosso una bottiglia di limoncino mentre dormiva, provocandole bruciature ai capelli.
Alla giovane sarebbero stati inoltre somministrati più farmaci contemporaneamente – tra cui xanax, valium e quetiapina – che l’avrebbero resa stordita. Proprio approfittando di quello stato di alterazione, secondo la ricostruzione della Procura, l’indagato, assistito dall’avvocato Marco Palmieri, avrebbe avuto rapporti sessuali completi con la compagna senza il suo consenso, circostanza che ha portato alla contestazione del reato di violenza sessuale aggravata.
Le accuse comprendono anche il delitto di tortura, ipotizzato dagli inquirenti alla luce delle violenze, delle minacce e delle condizioni di vita imposte alla giovane, che avrebbero provocato acute sofferenze fisiche e un trauma psichico. Era stata la madre della giovane a dare l’allarme. Vigili del fuoco e carabinieri erano entrati nell’appartamento e messo fine all’incubo. Dopo la liberazione la giovane, assistita dall’avvocato Pietro Fresu, era stata ricoverata all’ospedale Santissima Annunziata e successivamente affidata a un centro di supporto per le vittime di violenza, prima di trasferirsi in una comunità di recupero.
