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Sassari

Il caso

Sassari, il Comune sfida Eni: ordine di sgombero per il distributore di via Carlo Felice

di Davide Pinna
Sassari, il Comune sfida Eni: ordine di sgombero per il distributore di via Carlo Felice

Dopo otto anni di contenzioso e il verdetto definitivo della Cassazione, il Comune vuole liberare l’area per realizzare parcheggi a servizio del campo sportivo

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Sassari Da un lato il Comune, dall’altro un’azienda colosso del settore petrolifero come Eni. Al centro dello scontro, cominciato ormai otto anni fa, un distributore di benzina nel cuore della città che Palazzo Ducale, proprietario dell’area, vorrebbe smantellare per destinare l’area a parcheggio. Ora, il Comune fa sul serio e ha deciso di intimare a Eni lo sgombero della stazione di servizio di via Carlo Felice, accanto all’ex Fondazione Brigata Sassari.

La giunta del sindaco Giuseppe Mascia nei giorni scorsi ha dato mandato all’avvocatura civica di agire nei confronti del colosso degli idrocarburi, in esecuzione della sentenza pronunciata ormai sei anni fa dai giudici del Tribunale di Sassari a favore dell’ente locale. Una sentenza che, però, è diventata esecutiva solo nei mesi scorsi, quando la Cassazione ha respinto il ricorso della società petrolifera, condannandola a rifondere il Comune delle spese di giudizio.

Il distributore, che è in attività, sorge su un terreno storicamente di proprietà della Fondazione Brigata Sassari, ereditato dal Comune, così come l’intero complesso, dopo lo scioglimento della Fondazione da parte della Regione, nel 1987. Il Comune e Eni avevano firmato nel 2009 un contratto di locazione, con scadenza al 31 dicembre del 2018. Nel 2017, con una delibera, Palazzo Ducale aveva avviato il progetto di riqualificazione del complesso, che si è concluso la scorsa estate e avvisato Eni di non voler rinnovare il contratto alla scadenza, chiedendone il rilascio e la bonifica entro la fine del 2018.

L’edificio è gestito dall’Ersu e ospita 75 posti letto per studenti titolari di alloggio, mentre il campo sportivo è finito al centro di un’altra querelle giudiziaria fra la Sacra Famiglia, società che lo aveva gestito per anni, e la Marzio Lepri, vincitrice del bando di affidamento pubblicato da Palazzo Ducale, che oggi utilizza l’impianto.

Nell’area dove si trova il distributore, invece, il Comune vorrebbe realizzare fin dal 2017 i parcheggi a servizio del campo sportivo, ma il progetto è rimasto bloccato a causa dello scontro con Eni, che aveva impugnato prima al Tar e poi gli atti in Tribunale.

Ora, forti della sentenza, gli uffici di Palazzo Ducale hanno certificato che la stazione di servizio non è stata smantellata e che non è cominciata nemmeno la bonifica del sito. Una questione che potrebbe allungare di parecchio i tempi, quella delle bonifiche, senza contare le lungaggini necessarie perché gli avvocati di Palazzo Ducale riescano a ottenere dal Tribunale un ordine di sfratto.

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