L’idea: a Sassari un ospedale veterinario h24 – Ecco dove
La proposta del rettore Mariotti per garantire il servizio, attualmente offerto da un unico ambulatorio sino alla mezzanotte
Sassari Dagli inizi di gennaio in città non esiste più un servizio h24 per l’assistenza veterinaria. L’unico punto disponibile era garantito dalla Clinica veterinaria Città di Sassari, che alla fine ha gettato la spugna anche se da marzo resta aperta almeno fino a mezzanotte. Nessun altro ambulatorio privato si è fatto avanti in un servizio importantissimo ma anche, per chi lo garantisce, oneroso e faticoso e ora il Comune di Sassari prova a smuovere le acque con un progetto ad ampio raggio capace di coinvolgere enti pubblici e istituzioni: Comune di Sassari, la Città Metropolitana, l’Università di Sassari, l’Asl, l’Ordine dei Medici veterinari del Nord Sardegna.
Il sindaco Giuseppe Mascia ha convocato un vertice al quale hanno preso parte anche il vicesindaco Pierluigi Salis, che è anche l’assessore alla Transizione ecologica, Difesa del suolo e Decoro urbano, all’incontro hanno partecipato il rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, il presidente dell’Ordine, Andrea Sarria, il direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl, Francesco Sgarangella, la dirigente veterinaria Nicoletta Spissu, il dirigente del settore Ambiente della Città Metropolitana, Gianni Milia. Insieme hanno ragionato sulla soluzione proposta dal rettore Gavino Mariotti, quella di arrivare, attraverso un project-financing che coinvolga anche la Regione, all’apertura h24 dell’ospedale del Dipartimento di Veterinaria in via Vienna, in grado «di diventare un punto di riferimento non solo per i piccoli animali, ma anche per chi lavora con i grandi animali e grazie alla sua attività manda avanti la famiglia– dice –. Parlo della possibilità di fare ricoveri veri e propri e anche interventi chirurgici, siamo attrezzati anche per questi interventi. Una cosa è garantire il servizio, altra avere un vero e proprio ospedale ed è a questo che dobbiamo puntare. Noi mettiamo a disposizione la struttura e veterinari, pochi purtroppo, che abbiamo, poi dobbiamo trovare il modo di completare il quadro. Il nostro è tra i pochi ospedali veterinari in Italia con determinate caratteristiche. Potrebbe essere un presidio preziosissimo a servizio di tutta la Sardegna, avendo le tecnologie, i macchinari e gli spazi per occuparsi tanto degli animali da affezione quanto di quelli da reddito».
Il sindaco, in apertura, ha voluto sottolineare il disappunto espresso da tantissimi cittadini per la situazione che si è venuta a creare: «I cittadini paventano il venir meno di un fondamentale presidio per la salute animale – ha rimarcato – è evidente che il disagio cui ci si riferisce ha immediati riflessi e di diversa natura sul benessere generale della popolazione». «Abbiamo una serie di presidi che formano un polo di eccellenza, in cui va incluso anche l’Istituto Zooprofilattico – ha spiegato Andrea Sarria – e quell’ospedale dispone di strumenti diagnostici e di strutture straordinarie, bisogna attrarre i professionisti attraverso un accordo che favorisca la gestione di un servizio pubblico anche con la collaborazione di soggetti privati». Da qui l’idea di una collaborazione più strutturata tra l’Università, il Comune, la Città Metropolitana, l’Ordine, l’Asl e con al centro il Dipartimento di Medicina Veterinaria.
