Il Tar dà ragione al Comune, l’impianto fotovoltaico vicino alla chiesetta non si farà – Cosa sappiamo
No anche al maxi-risarcimento di 4 milioni richiesto dalla società
Tergu Non si farà il parco fotovoltaico vicino alla chiesa di Nostra Signora di Tergu. Il Tar Sardegna si è pronunciato nei giorni scorsi sulla controversia tra il Comune e la società Energia Pulita Due, chiarendo diversi aspetti rilevanti sul piano amministrativo e normativo. La Energia Pulita Due aveva presentato nell'aprile 2024 un progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra, dalla potenza nominale di 8,984 MW, da ubicare lungo la provinciale 27 per Nulvi, nei pressi della cabina primaria e di distribuzione denominata "Comune Tergu".
In un'area quindi considerata, dalla società, idonea ex legge. Il Comune di Tergu aveva però dichiarato inammissibile l'impianto in quanto ricadrebbe invece in un'area non idonea perché collocata ad una distanza inferiore a 5 km rispetto al centro abitato e perché ricadrebbe in un'area dove sussistono diversi beni paesaggistici, tra i quali appunto la chiesetta romanica. La controversia è finita al Tar, che ha innanzitutto riconosciuto la piena legittimità dell'operato dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Ruzzu che ha agito in conformità alla normativa vigente al momento dei fatti, in particolare alla legge regionale 20/2024 . Secondo il Tar il Comune non disponeva di margini alternativi di intervento quando ha adottato il provvedimento oggetto di contestazione, tuttavia il quadro normativo è successivamente mutato in seguito all'intervento della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della stessa legge regionale.
«Alla luce di questo cambiamento - spiega il sindaco Luca Ruzzu - il Tar ha disposto l'annullamento del provvedimento unico impugnato, stabilendo che il Comune dovrà riesaminare l'istanza autorizzatoria sulla base della normativa attualmente in vigore. Insomma la decisione non comporta un obbligo automatico di rilascio dell'autorizzazione dell'impianto fotovoltaico ma impone all'ente locale di esercitare nuovamente il proprio potere provvedimentale, verificando se sussistano oggi i presupposti normativi per concederla».
La società Energia Pulita Due aveva inoltre chiesto al Comune di Tergu un indennizzo di circa 4 milioni di euro per la mancata realizzazione dell'impianto. Richiesta integralmente respinta dal Tar. «I giudici - spiega ancora Ruzzu - hanno escluso qualsiasi responsabilità in campo all'amministrazione comunale ritenendo infondate le pretese economiche. Abbiamo agito insomma nel rispetto delle norme e con l'obiettivo primario della tutela del bene comune e del territorio. Ora rivaluteremo la pratica alla luce del nuovo contesto normativo. Devo ringraziare per il lavoro svolto - conclude Ruzzu - l'avvocato Irene Madeddu il cui operato è stato determinante nella gestione della vicenda giudiziaria».
