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Il caso

Sassari, abusi sessuali sulla figlia 13enne: il pm chiede il rinvio a giudizio per il padre

Sassari, abusi sessuali sulla figlia 13enne: il pm chiede il rinvio a giudizio per il padre

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe approfittato di un momento in cui la moglie non era in casa

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Sassari È un procedimento che porta con sé un carico umano molto pesante quello che ieri è entrato nell’aula del gup Sergio De Luca.

Un padre (di 62 anni) è accusato di aver abusato sessualmente della figlia minore e il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Elisa Succu, ne ha chiesto il rinvio a giudizio.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’episodio si sarebbe verificato tre anni fa all’interno delle mura domestiche, in un momento in cui la madre della bambina era assente. L’imputato avrebbe approfittato della situazione, avvicinandosi alla figlia con la scusa di un gesto affettuoso, trasformando però quella richiesta di fiducia in qualcosa di profondamente violento e destabilizzante. Una ricostruzione ancora tutta da verificare nel corso del processo – che con molta probabilità verrà celebrato con il rito abbreviato – ma che già oggi disegna contorni drammatici.

Nel corso dell’udienza preliminare, i difensori dell’imputato – gli avvocati Gianfranco Oppes e Marco Palmieri – hanno chiesto termini a difesa, istanza accolta dal giudice De Luca. Il procedimento è stato quindi rinviato al 13 maggio lasciando in sospeso per il momento una vicenda che pesa come un macigno sulla vita di chi ne è coinvolto.

Al di là degli aspetti processuali – che seguiranno il loro corso – resta il cuore più fragile e invisibile di questa storia: quello della bambina, che all’epoca dei fatti aveva solo 13 anni. È lì che si concentra il vero dramma. Se le accuse trovassero conferma, si tratterebbe di una ferita inferta proprio da chi avrebbe dovuto garantire protezione, sicurezza, amore incondizionato. Un tradimento che non è solo fisico, ma soprattutto emotivo. E che, comprensibilmente, dovrà essere affrontato con grande sacrificio affidandosi a specialisti.

La mamma della ragazzina si è costituita parte civile nel procedimento, per conto della propria figlia, attraverso gli avvocati Camilla Pirino e Nicola Oggiano. Nella prossima udienza verrà radicato il rito abbreviato e ci saranno eventuali produzioni delle parti. (na.co.)

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