Choc a Sassari: «Il nostro Ciop sbranato da tre pitbull in giardino»
Il meticcio di 5 anni ucciso in una casa di campagna. Il proprietario ha preso una zappa ma non è riuscito a cacciare i molossi: «Vogliamo giustizia»
Sassari «Hanno scavato sotto la rete. Un attimo dopo li ho visti entrare. Tre cani inferociti che si sono avventati contro il nostro cagnolino e lo hanno ucciso davanti ai nostri occhi, nel nostro giardino, è stato terribile. Purtroppo non siamo riusciti a salvarlo. Ora chiediamo giustizia, perché quello che è successo si poteva e si doveva evitare».
È il cuore della denuncia-querela indirizzata alla Procura della Repubblica di Sassari - e depositata i giorni scorsi alla polizia locale - che ricostruisce, con toni drammatici e diretti, l’assalto che ha portato alla morte di Ciop, un cagnolino meticcio di cinque anni, all’interno di una proprietà privata nella zona di via Tanighedda sulla Buddi Buddi, alle porte di Sassari. A rendere ancora più inquietante la vicenda – secondo quanto emerge dalla denuncia – è che la zona, vicino a Ponte Brandinu-Fontana Niedda, sarebbe già stata teatro in passato di episodi simili. «Qui la gente ha paura», racconta il proprietario di Ciop.
«Negli anni sono spariti o sono stati trovati morti animali domestici, cani, gatti, galline, tartarughe». Segnalazioni ripetute che, secondo l’esposto, non avrebbero mai portato a una soluzione definitiva. Nonostante tutti qui sappiano a chi appartengano i cani pericolosi. Il proprietario di cagnolino ucciso lo ha indicato anche nella querela e fa riferimento a un altro precedente.
«Non era la prima volta. Già a gennaio gli stessi cani avevano attaccato e ucciso un cinghiale in un terreno vicino». Un episodio che sarebbe stato anche documentato e segnalato alle autorità. «Esiste un video, tutto era stato comunicato», afferma. Ma non sarebbero seguiti interventi risolutivi. «Non si vive più tranquilli», aggiunge il proprietario. «Sapevamo che poteva succedere ancora qualcosa, ma non immaginavo di trovarmi davanti a una scena del genere con il mio cane».
Erano le 8.15 del mattino quando, secondo quanto riportato nell’esposto, tre cani di grossa taglia sarebbero riusciti a introdursi nel terreno, passando da un varco scavato sotto la recinzione. «Non hanno esitato un secondo – racconta il proprietario – si sono diretti subito verso di lui». Ciop si trovava nel cortile. «Non ha avuto nemmeno il tempo di reagire», si legge nella denuncia. L’attacco è descritto come immediato, coordinato, violentissimo. «Lo hanno circondato e lo hanno azzannato senza sosta». Il proprietario, che si trovava in casa insieme alla moglie e al figlio, si precipita fuori. «Ho preso una zappa e ho iniziato a colpirli per cercare di separarli», racconta. «Ma non serviva a niente. Non si staccavano. Ringhiavano anche contro di noi mentre cercavamo di salvarlo».
Una scena che si trasforma in pochi secondi in una lotta disperata. «Eravamo nel panico, anche noi rischiavamo di essere aggrediti». I minuti scorrono lenti, ma l’esito è già segnato. Parte la chiamata al 112 mentre l’aggressione è ancora in corso. «Chiedevo aiuto, ma sembrava interminabile». Quando arrivano le prime squadre – guardie zoofile dell’Aeopc e polizia locale – il cane è ormai esanime. Poco dopo intervengono anche i veterinari della Asl di Sassari, che non possono far altro che constatare il decesso. I tre cani, dopo l’aggressione, si allontanano.
«Sono usciti dallo stesso punto da cui erano entrati, sotto la rete», viene riportato nell’esposto. Il corpo di Ciop viene sottoposto ad accertamenti veterinari nell’Istituto Zooprofilattico. Il referto, allegato alla denuncia, descrive un quadro di lesioni estremamente gravi. Nella querela si ipotizzano responsabilità legate alla mancata custodia degli animali e alla loro gestione. «Non riesco a dimenticare quello che ho visto – dice ancora il proprietario – ho provato a salvarlo fino all’ultimo secondo, ora chiedo che venga fatta giustizia».
