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Con il Piano Casa in arrivo 100 mila alloggi a prezzi bassi: a chi andranno e quali sono i requisiti – Tutti i numeri

Con il Piano Casa in arrivo 100 mila alloggi a prezzi bassi: a chi andranno e quali sono i requisiti – Tutti i numeri

Il provvedimento del governo Meloni punta a rendere disponibili entro 10 anni gli immobili di edilizia popolare o con valore calmierato

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Dieci miliardi di euro sul piatto e un obiettivo decennale: immettere sul mercato 100mila alloggi di edilizia popolare o a prezzi calmierati. Con l'approvazione del nuovo Piano Casa da parte del governo Meloni, si delinea l'impianto della manovra abitativa, strutturata su tre direttrici principali e con vincoli precisi sia per i futuri inquilini che per i soggetti privati coinvolti.

I tre pilastri della manovra

Il progetto dell'esecutivo si muove lungo tre assi. Il primo prevede il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica già esistente. Il secondo punta a dare ossigeno alla cosiddetta "zona grigia": quella fascia di cittadini (lavoratori e studenti) tagliati fuori dalle graduatorie per le case popolari, ma al contempo impossibilitati a sostenere i costi del libero mercato. Il terzo asse, infine, mira a incentivare la partecipazione dei privati attraverso una forte semplificazione burocratica, arrivando a prevedere un commissario straordinario dedicato per gli investimenti che superano la soglia del miliardo di euro.

L'identikit dei beneficiari

A chi saranno destinate le nuove abitazioni convenzionate? Il bacino d'utenza, in base a quanto previsto dal decreto, è già delineato. Sotto il profilo della cittadinanza, gli alloggi si rivolgono a italiani, europei ed extra-comunitari, a condizione che questi ultimi siano in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Dal punto di vista economico, il target principale è rappresentato dai nuclei familiari con un Isee superiore ai 20mila euro (limite che di fatto esclude l'accesso all'edilizia popolare tradizionale). Saranno inoltre coperti dal provvedimento gli studenti universitari, i lavoratori stagionali e i fuori sede, inclusi coloro ai quali l'alloggio deve essere fornito direttamente dal datore di lavoro.

I "paletti" per i privati e le agevolazioni

L'ingresso dei capitali privati è incoraggiato da importanti sgravi di natura fiscale e burocratica, su tutti il taglio del 50% degli oneri notarili applicato a mutui, locazioni e compravendite. In cambio, però, i costruttori dovranno sottostare a regole ferree: ogni 100 abitazioni realizzate, almeno 70 dovranno rientrare nell'edilizia convenzionata. Per questi immobili, i prezzi di vendita o i canoni di affitto dovranno subire un abbattimento minimo del 33% rispetto ai valori di mercato, percentuale su cui la premier Meloni ha auspicato si possa «fare anche meglio». A completare il quadro, la presidenza del Consiglio ha ricordato il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia per la prima casa. Lo strumento continuerà a offrire una copertura statale fino al 90% sul mutuo a favore di specifiche categorie: giovani coppie, under 36, nuclei monoparentali e famiglie numerose.

Sfratti, cosa cambia

Assieme al Piano Casa è stato approvato anche un disegno di legge con dichiarazione di urgenza sugli sgomberi. L’obiettivo è liberare gli immobili occupati abusivamente e restituirli ai legittimi proprietari. Dal ministro Matteo Salvini è arrivato anche l’annuncio di un fondo da 60 milioni di euro dedicato ai genitori separati, che si tradurrà in un contributo tra i 400 e i 500 euro al mese – per al massimo un anno – a chi, dopo la separazione, continua a pagare mutuo o affitto mentre l’ex coniuge resta nell’immobile.

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